Avellino, la Formazione dei “Bidoni” dal fallimento a oggi

L’Avellino ha conquistato la promozione in serie B, con grande gioia del pubblico biancoverde che sembra essere tornato quello di qualche decennio fa, supportato da una dirigenza, prima ancora che professionale, tifosa ed appassionata della squadra più rappresentativa d’Irpinia.

ercolano

Nel 2009, in tanti tifosi dei lupi hanno pianto per il fallimento targato Pugliese che ha mandato la formazione campana in serie D, per cercare di costruire un futuro nuovamente roseo: dalla D, come noto, si riparte da giovani e non da nomi altisonanti, salvo qualche eccezione, così come poi avvenuto in Seconda Divisione.

Ma ora possiamo provare a fare un resoconto di questi 4 anni, non solo per vedere i migliori, ma anche per capire quali sono stati i peggiori acquisti della dirigenza, o quanto meno quelli che in Irpinia non sono riusciti ad affermarsi. In porta sicuramente ci va Marruocco, l’ex portiere della Salernitana, che fu acquistato 3 anni fa quando l’Avellino puntava a vincere il campionato di Seconda Divisione: il calciatore, mai digerito dalla tifoseria irpina che non ha dimenticato le sue provocazioni nella finale col Foggia del 2007, fu poi messo fuori rosa dopo la clamorosa sconfitta di Catanzaro per poi rescindere il contratto dopo un mese.

Per la difesa, uno dei più deludenti è stato sicuramente Alberto Nocerino, ex terzino della Cavese che doveva essere il trascinatore in Seconda Divisione, salvo poi essere relegato sempre in panchina a causa di partite mai all’altezza, oltre all’avellinese doc, Gaetano Lonardo da cui ci si aspettava molto in serie D e che dopo sole 3 partite di campionato si infortunò e non rientrò mai a livelli accettabili. Completano il reparto difensivo, l’ex Aversa De Gol che i tifosi ricorderanno più per le sue parole offensive su Facebook che per partite giocate e Claudio Labriola che nella scorsa stagione doveva essere il punto cardine della difesa e che invece fu un vero flop.

pistoiese

Tanti i nomi che i tifosi non faranno fatica a dimenticare anche per il centrocampo, con in primis sicuramente l’ex Juve Stabia, De Rosa, che arrivò ai tempi della serie D come rinforzo di qualità salvo poi essere uno dei tanti in una buona squadra, assieme ad Ivan Tisci, un grande ex, anche lui calatosi male nella realtà della serie D con sole 13 presenze e tanti mugugni dei tifosi. Completa il reparto centrale invece l’argentino Lucas Correa che nella scorsa stagione fu il fiore all’occhiello del calciomercato estivo dei lupi, anche se alla fine fu ceduto nel mese di gennaio al Bassano per la sua inconsistenza in campo.

Per ciò che riguarda l’attacco, c’è molta abbondanza, con diversi nomi che i tifosi hanno già rimosso grazie alle ottime giocate del poker Zigoni-Castaldo-Biancolino-De Angelis: impossibile non citare Biancone, arrivato per rimpiazzare il rifiuto di Biancolino in serie D, e che dal “Pitone” può soltanto avere in comune alcune lettere del cognome. Presentatosi ai nastri di partenza con molti chili di troppo, è poi finito fuori rosa a causa del coinvolgimento nel caso scommesse di Sorrento-Juve Stabia di 6 anni fa. Un altro flop del nuovo corso A.S. Avellino è stato anche Ignazio Panatteri che arrivò ad Avellino in Seconda Divisione e che non ha mai mostrato grossa affidabilità, oltre a Sergio Ercolano, che l’anno scorso arrivò dall’Aversa, e che i tifosi ricordano solo per un fisico che non ricordava per niente quello di un atleta.

Per ciò che riguarda l’allenatore della squadra dei “bidoni” delle ultime 4 stagioni ad Avellino, probabilmente il più deludente è stato D’Arrigo, primo allenatore del nuovo Avellino, da cui si aspettavano tutti un campionato da trionfo e che invece non riuscì mai ad imporsi con gli uomini dello spogliatoio irpino.

Scritto da Mattia Preziuso

Appassionato di calcio da sempre, e tifoso del Milan da anni.
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Seguo molto anche la Lega Pro.

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