Analisi Calcistiche: La Nazionale Italiana ed i Vivai delle Squadre di Serie A

Raggiunta la finale di Champions League , il Borussia Dortmund è diventato a tutti gli effetti un modello calcistico da seguire per i prossimi anni. Non è da tutte le squadre infatti riuscire ad imporsi in Europa battendo club del calibro di Manchester City e Real Madrid che spendono mediamente 50 milioni di euro ogni sessione di mercato.

Il Borussia ha un organico composto al 75% da giocatori tedeschi, con un età media di 24 anni e, per di più, la maggior parte proveniente dal proprio vivaio. Ciò è frutto di una politica calcistica di potenziamento dei settori giovanili, adottata dalla DBF (Federazione Calcistica Tedesca) dopo il flop degli europei del 2000.

giovani della nazionale italianaEd i futuri campioni italiani dove sono? Per colpa anche della crisi finanziaria, il fatturato della Serie A è in constante declino; la maggior parte delle società tendono a puntare troppo su giocatori di campionati esteri e poco sia su giocatori italiani sia sui propri vivai con le conseguenze che ne risultano (l’ Italia risulta il paese con la media più alta di giocatori stranieri tesserati ).

Se allora si vuole uscire dalla crisi, sia calcistica sia finanziaria che ci affligge, bisogna allora iniziare a puntare sui propri giocatori magari partendo dalla Serie B.

Proprio la serie cadetta ha dimostrato nell’arco degli anni, di riuscire a produrre talenti competitivi anche per il campionato maggiore (vedi i vari Florenzi Insigne ed Immobile) ed anche quest’anno il campionato di B ci sta regalando molte emozioni grazie proprio a giovani giocatori che con le loro magie, sono già finiti sulle agende delle grandi squadre; un paio di esempi sono Simone Zaza (21) attaccante dell’Ascoli proveniente della giovanili sampdoriane seguito da Juventus Inter e Psg, Saponara (20) trequartista dell’Empoli bloccato dal Milan ed i promettenti portieri Leali e Bardi rispettivamente giocatori di Virtus Lanciano e Novara già paragonati a Gianluigi Buffon.

Questi sono solo alcuni nomi che durante l’estate vedremmo al centro delle trattative ma le squadre sono pronte a tali investimenti? L’esperienza Verratti, dove la scorsa estate ha attirato l’attenzione dei vari Napoli Juventus e Roma per poi finire clamorosamente al Paris Saint-Germain, ci ha insegnato le grandi squadre non corrono il rischio di investire su giovani promettenti andando così a cercare altrove futuri top-player.

Bisogna dire però, che lentamente si sta cercando di invertire questo trend creatosi negli anni. Il Milan è una delle prime squadre che ha iniziato a puntare su calciatori provenienti sia dal proprio vivaio che dalla Serie B: De Sciglio giocatore primavera l’anno scorso e titolare inamovibile dello scacchiere di Allegri oggi, El Shaarawy che dopo l’esperienza Padova anch’egli è diventato un punto di riferimento della squadra rosso-nera e Salamon, difensore ex Brescia acquistato proprio durante sessione di mercato.

Non resta quindi che pazientare e chiedere ai club di avere fiducia in chi sogna fin da bambino di poter toccare il pallone nei grandi palcoscenici nazionali incanalando così nel sistema italiano, quell modello tedesco che ha portato le sue squadre ad essere tra le migliori d’Europa

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