Vasco Rossi torna al San Paolo: ma non era inagibile per i concerti?

Furono i Pooh ad inaugurare la grande stagione dei concerti allo stadio San Paolo. Era il 1979 e lo stadio di Fuorigrotta aveva appena 20 anni. Pochi mesi dopo fu Edoardo Bennato ad esibirsi davanti a quasi 50.000 spettatori, cifre che caratterizzarono il suo tour di maggior successo, quello che lo consacrò con il pienone di San Siro, tempio e scala del calcio ma anche della musica.

Per la platea di Fuorigrotta, che spesso fa registrare affluenze da record, passano Renato Zero poco prima del terremoto, i Rolling Stones pochi giorni dopo la vittoria dell’Italia ai Mondiali di Spagna e gli U2 nel 1993. E’ anche l’anno del primo concerto di Vasco Rossi al San Paolo; non sarà l’ultimo. Per il prato più o meno verde di Fuorigrotta, orfano di Maradona, passano Pino Daniele, un giovanissimo Gigi D’Alessio, Claudio Baglioni davanti a 75.000 fans e ancora Renato Zero.

Il 9 luglio del 2004, in coincidenza con il crac definitivo della vecchia SSC Napoli, il Blasco nazionale chiude la grande stagione dei concerti al San Paolo. A causa dei danni al manto erboso e di altri problemi legati alla struttura, lo stadio viene dichiarato inagibile per questo tipo di eventi. Sarà uno dei punti fermi della convenzione che il Comune di Napoli, allora guidato da Rosa Iervolino Russo, e il “nuovo” Napoli di Aurelio De Laurentiis stipulano nel novembre del 2005 dopo mesi di polemiche, voci sulla costruzione di un nuovo impianto e una seduta fiume del Consiglio comunale durante la quale il consigliere Mario Esposito, scomparso prematuramente, lancia un microfono contro l’allora assessore Nicola Oddati, deus ex machina della trattativa con De Laurentiis.

Da lì in avanti non ci saranno più concerti e così l’unico momento di alto valore culturale è datato agosto 2007 quando Lucio Dalla incanta la platea di Fuorigrotta durante il Trofeo Moretti cantando la celebre “Caruso” nel buio più totale. Ma quanto furono gravi quei danni arrecati al manto erboso dal concerto di Vasco Rossi del 2004? Intercettati su Facebook durante discussioni pubbliche, gli organizzatori dell’evento giurano che furono talmente lievi e irrilevanti da spingere i dirigenti del Comune a non chiedere neanche l’intervento dell’assicurazione. E allora perché il San Paolo fu dichiarato inagibile per ospitare i concerti?

sanpaolonotteesternoIn realtà tutta la vicenda della convenzione tra De Laurentiis e il Comune lascia molti dubbi, tutti testimoniati puntualmente dagli archivi delle Commissioni consiliari dove in tanti hanno ripetutamente denunciato l’arroganza dei vertici del club calcistico. La lite a distanza tra il produttore cinematografico e il sindaco Luigi De Magistris è storia di oggi.

I grandi concerti intanto hanno preso altre strade, su tutte lo stadio Arechi di Salerno, città che – sulla scia della contrapposizione col capoluogo ufficiale – non vedeva l’ora di accaparrarsi eventi del genere. Per la verità ci stava riuscendo pure Avellino: solo problemi di salute impedirono a Vasco Rossi di cantare al Partenio nel settembre del 2011, un evento che nel capoluogo irpino provocò polemiche enormi e spinse alle dimissioni l’allora assessore comunale Gennaro Romei che del Blasco aveva la chioma folta d’un tempo e l’auto scoperta del celebre video musicale di “Io no” del 1998.

Il nuovo sbarco del tour KOM015 a Napoli e poche settimane dopo quello di Lorenzo Jovanotti lasciano immaginare scenari diversi per il prossimo anno. C’è un accordo tra il Comune e il club calcistico per il rinnovo della convenzione prorogata lo scorso agosto? Oppure ci si avvia ad una radicale trasformazione dell’impianto di Fuorigrotta? Ad essere interessati sono soprattutto gli abitanti della zona che hanno già inviato una diffida al sindaco e al prefetto per impedire lo svolgimento dei due concerti. Scarse le possibilità di successo, ma è l’ennesimo capitolo di una polemica infinita su uno stadio già devastato dai lavori per Italia ’90 e che, unito alle rigorose misure di sicurezza in occasione delle partite di calcio, Fuorigrotta non è più in grado di ospitare.