Sabato Napoli-Milan, Albertini: “Azzurri da Scudetto”

Albertini Ex Giocatore Milan

Secondo l’ex centrocampista del Milan, Demetrio Albertini, il Napoli è una squadra da scudetto. Gli azzurri, secondo del vicepresidente della Figc, ai microfoni di Radio Crc dopo le prime 12 giornate di serie A, “l’anno scorso non sono partiti molto bene ma la squadra sta attuando un progetto ambizioso e coerente con quelli che sono gli obiettivi prefissati.

L’anomalia della stagione è il distacco del Milan perché tutte le altre squadre al vertice sono abituate a lottare per i primi posti”.

Stadio San Paolo Fuorigrotta

Elogi anche per Lazio e Fiorentina: “La Lazio sta facendo un ottimo campionato anche per ciò che concerne il gioco, così come la Fiorentina. La caratteristica del campionato italiano è che in ogni partita il risultato è incerto fino alla fine. Ci sono degli anni in cui si riesce ad essere competitivi pure all’estero e altri anni in cui abbiamo più difficoltà. Il nostro campionato si decide sempre nelle ultime giornate e le piccole squadre possono mettere in difficoltà anche le grandi”.

Poi, più nello specifico si parla del big match di sabato prossimo tra Napoli e Milan. Quando si affrontano due grandi società e due grandi tifoserie – ha commentato – è sempre bello.

Sarà una partita molto difficile e che interesserà ogni tifoso, non solo quello biancoazzurro e rossonero. Sulla carta il Napoli ha più fiducia ma è anche la squadra che più ha da perdere. Il Milan, ad oggi, non può ambire allo scudetto mentre il Napoli ha tutte le caratteristiche per potersela giocare. Io mi auguro che le italiane vadano bene in Champions League”.

Poi una piccola parentesi sul fair-play finanziario e sulle norme Uefa: “La prima cosa che si vuole e si deve sapere sono le sanzioni. Il nostro calcio sta andando verso la direzione dettata da Platini ma è frutto anche delle esigenze di una crisi che non tocca solo.

Il calcio è il settore in cui ci sono degli aumenti nella vendita dei diritti televisivi ma la crisi ha toccato soprattutto le aziende dei presidenti-proprietari che non possono più mettere del danaro nell’impresa. Bisogna arrivare al punto in cui il nostro mondo sia autosufficiente anche al di là dei grandi imprenditori che sono poi anche presidenti”.