Pascalino ’o Caino…il famigerato tifoso-guappo: è il vero male dell’Italia?

Pascalino ’o caino è un famigerato tifoso-guappo del Fossato Flegreo, già noto alle forze dell’ordine e al salumiere sotto casa sua. Sabato sera ha deciso di vedere la finale di Coppa Italia in una piazza nel centro storico di Napoli, insieme agli amici, e ci è andato. Non è sceso a compromessi con nessuno, Lui è il decision-maker. Non tratta con il parcheggiatore abusivo, né con il sindaco sceriffo: non sopporta le convenzioni e le regole, detta lui il passaggio e chiama l’uomo dagli spalti (o dalla poltrona di casa) quando un giocatore del Napoli sta per essere contrastato alle spalle dall’avversario.

Pascalino ‘o caino è il terrore dei mezzi pubblici: ogni volta che li prende, infatti, ne è terrorizzato per i ritardi e la scarsa efficienza, ma non negozia niente. Al massimo s’ a’ fa’ appere. Pascalino ‘o caino è l’uomo che non deve chiedere mai: infatti ha preso e se ne è andato perché nessuno gli rivolgeva la parola. Domenica a pranzo ‘o caino ha deciso che la vittoria del Napoli andava festeggiata con una bella mangiata di gnocchi alla sorrentina e ha imposto anche il tempo di cottura della pasta (e poi l’ha anche scolata). Il caino se ne è andato su al Nord perché lo ha deciso lui, eh! Mica perché la camorra, la disoccupazione, lo sfruttamento, i raccomandati ecc…gli impedivano di condurre una vita dignitosa nel posto in cui è cresciuto!

Pascalin’ ‘o caino è il male dell’Italia, anche se piglia mazzate a destra e a sinistra: da una parte gli danno del terrone, dall’altra del rinnegato. Ma il caino si è cucito sulla maglietta azzurra tre cerchi concentrici tricolori, non ha fischiato l’inno, e crede che chi va allo stadio con spranghe e mazze, men che meno con le pistole, non può essere definito tifoso. Il caino, nonostante la sua cattiveria e la sua ruvidezza d’animo, si augura che i feriti guariscano e che le coscienze rinsaviscano. E ha deciso di festeggiare, nonostante tutto. Forza Napoli.

Lino Mergel

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Scritto da Lino Mergel

Lino Mergel è un provinciale. Venuto al mondo in un paesino in provincia di Salerno, ai confini con Irpinia e Lucania, la sua nascita è stata un vero terremoto. Da quell’anno, manco a dirlo il 1980, getta le sue radici in provincia di Napoli, zona flegrea, dove la sua famiglia vive già da tempo. La sue scuole sono il cortile del palazzo, il vicolo, e poi la grande città, dove studia e di cui si innamora, ma ne è più volte respinto nonostante i vani tentativi di conquistarla. Dopo qualche piacevole anno di precariato matto e disperatissimo, e alcune sortite in avanscoperta, l’ultima migrazione risale a 4 anni fa: ora Lino vive e lavora a Torino, diffondendo in tutto il nord l’uso del “uè”. Tifoso del Napoli, non ama i giochi di parole.

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