Napoli-Parma, curiosità: i calciatori che hanno indossato le due maglie

Napoli e Parma, nel corso della storia, si sono divise molti calciatori che hanno fatto le fortune (o almeno ci hanno provato) dei due club durante la loro storia. Soprattutto negli anni Novanta, molti calciatori passavano dagli azzurri ai ducali (i trasferimenti nel settore giovanile quasi non si contano in quegli anni) ma la storia del calcio italiano è piena di atleti che hanno indossato le due casacche durante la loro carriera.

Uno dei primi nomi a dove essere citato è quello di Pietro Carmignani, portiere del Napoli tra il 1972 e il 1977. A Napoli, Carmignani fu ripagato con grande affetto dal pubblico partenopeo che coniò per lui il soprannome di Gedeone; in Campania, Carmignani trovò, oltre alla Coppa Italia del ’76, anche l’amore in quanto sua moglie era proprio di Napoli.

Pietro Gedeone Carmignani
Pietro Carmignani alla guida del Parma

Al Parma, Carmignani c’è stato però solo da allenatore, prima come secondo di Arrigo Sacchi tra il 1982 e il 1989, poi da primo allenatore, seppur da subentrante. Nel 2001-2002 prende il posto dell’esonerato Daniel Passarella e porta la squadra ad una tranquilla salvezza nonché al trionfo in Coppa Italia in finale con la Juventus. Nel 2004-2005 è ancora in Emilia, stavolta al posto di Silvio Baldini: anche stavolta Gedeone riesce nel miracolo e nello spareggio di fine stagione salva il Parma, mandando in B gli odiati rivali del Bologna.

Negli anni Novanta, i due maggiori calciatori che hanno indossato le due maglie sono stati Massimo Crippa e Gianfranco Zola. Le loro storie sono strettamente intrecciate in quanto hanno vissuto sempre insieme le due esperienze con le due compagini. Crippa militò nel Napoli tra il 1988 e il 1993: in cinque anni, molti dei quali da titolare, Crippa alza al cielo una Coppa Uefa, uno Scudetto e una Supercoppa Italiana. L’anno successivo all’arrivo di Crippa sotto il Vesuvio, il ds dell’epoca, Luciano Moggi, inserì in rosa anche un giovane trequartista sardo: Gianfranco Zola. Giunto nel dream team guidato da Maradona, l’ex numero 10 della Nuorese raccolse comunque un buon bottino di presenze, offrendo il suo contributo per il secondo scudetto napoletano e la già citata Supercoppa. Col Napoli si guadagnò, nel ’91, la chiamata in Nazionale per Italia-Norvegia: era una gara di qualificazione ad Euro ’92. Era la prima gara di Arrigo Sacchi e fu la prima presenza in azzurro del folletto sardo.

Crippa presentazione ufficiale a Napoli
Massimo Crippa durante la presentazione ufficiale col Napoli. Insieme a lui Alemao e il presidente Ferlaino

Nel 1993, complice anche una serie di problemi finanziari, Crippa e Zola furono spediti insieme a Parma per una cifra complessiva di 22 miliardi (nove per Crippa, tredici per Zola). Crippa e Zola trascinano il Parma sul tetto d’Europa con la vittoria della Supercoppa Europea nel ’93 e della Coppa Uefa nella stagione ’94-’95. Grazie a loro due il Parma arriva a un pizzico dallo Scudetto e in breve tempo diventa una delle squadre più forti della Serie A.

Zola Parma
Gianfranco Zola esulta dopo un gol segnato col Parma

L’anno successivo all’addio della coppia Crippa-Zola, Napoli scoprì un mediano francese proveniente dal Marsiglia: Alain Boghossian. In Campania, Boghossian si fa ben presto apprezzare tant’è che nel 1997, anno in cui viene poi ceduto proprio al Parma, guadagna anche la Nazionale francese. Coi Blues, solo un anno dopo, vincerà da titolare il Mondiale casalingo, l’unico sin qui vinto dai transalpini. Tra il 1998 e il 2002, a Parma, Boghossian diventa uno dei migliori mediani del calcio italiano: qualità e dinamismo lo fanno ben presto diventare uno degli idoli del Tardini. Con la maglia gialloblu, Boghossian alza al cielo una ridda di trofei: Coppa Uefa, Coppa Italia e Supercoppa Italiana nel 1999 e un’altra Coppa Italia nel 2002. Si ritira a 33 anni per problemi fisici che gli impedirono di giocare con continuità nell’Espanyol.

Altro giocatore transitato per Napoli e Parma è il partenopeo Raffaele Longo. Cresciuto nelle giovanili azzurre, debutta in A con la squadra della sua città nel 1994 e ci rimane fino al 1998: alla fine saranno 57 le sue apparizioni in A con la maglia azzurra, senza mai la gioia del gol. Tra il 1998 e il 2000 vive da gregario gli anni d’oro del Parma che mieteva successi in Italia e in Europa: mette a referto solo tredici presenze, utili soltanto ad arricchire la sua bacheca personale. Termina la carriera a Benevento, senza mai scendere in campo per via di tanti infortuni.

Uno dei giocatori che ha lasciato pochissimi ricordi sia a Napoli che a Parma è stato Fausto Pizzi. Cresciuto nell’Inter, Pizzi approdò a Parma nel ’92 e vi rimase un solo anno. In Emilia non sfigurò, collezionando 23 presenze condite da 5 gol e alzando al cielo la Coppa delle Coppe, il primo trofeo europeo dei ducali. L’anno seguente iniziò la stagione a Parma ma dopo 3 partite fu ceduto all’Udinese. A Napoli Pizzi ci arriva nel 1995. I tre gol in 32 gare furono davvero troppo pochi per giustificare la maglia numero 10 che Pizzi indossava ogni domenica. Davvero uno schiaffo alla storia azzurra.

Maglia Pizzi Napoli
La maglia azzurra numero 10 indossata da Fausto Pizzi

Quando si parla di ex tra Napoli e Parma non si può non pensare ai fratelli Cannavaro. Fabio si afferò a Napoli tra il 1992 e il 1995: in azzurro, Cannavaro senior collezionò 58 presenze e mise a segno anche la sua prima rete in A. Indimenticabile il suo esordio: era il 7 marzo 1993 e Cannavaro si trovò contro nientemeno che la Juve, con Gianluca Vialli e Fabrizio Ravanelli da dover fermare. Un giovane qualunque si sarebbe lasciato intimorire ma Fabio Cannavaro rispose alla grande. I noti problemi economici di Ferlaino indussero il numero uno azzurro a vendere Cannavaro al Parma: per 13 miliardi i ducali acquisirono il cartellino del ragazzo della Loggetta. A Parma, Cannavaro iniziò a rimpinguare la sua bacheca: due Coppe Italia, una Coppa Uefa e una Supercoppa Italiana. A Parma si fece notare anche per aver zittito il pubblico della Salernitana dopo un gol segnato all’Arechi proprio contro i maggiori rivali dei tifosi partenopei.

ECCO IL VIDEO DEL GOL DI CANNAVARO CONTRO LA SALERNITANA

Anche Paolo Cannavaro, come il fratello, è cresciuto nel settore giovanile del Napoli. Esordisce in B proprio col Napoli a soli 17 anni nel match del Bentegodi contro il Verona. Alla fine dell’anno viene notato dal Parma che lo preleva insieme al portiere Alfonso De Lucia. A Parma, Paolo vive l’emozione del debutto in A: il 14 maggio 2000 entra in campo proprio al posto del fratello Fabio durante Parma-Lecce, match chiuso sul 4-1 dai gialloblu. Nel 2000-2001 è praticamente fuori dalle gerarchie di Cesare Prandelli a Parma e l’anno dopo va in prestito a Verona per poi tornare a Parma e vivere, da protagonista, le stagioni tra il 2002 e il 2006. Nel 2006, dopo che suo fratello ha alzato al cielo la Coppa del Mondo, Paolo torna a Napoli, in Serie B, guidando la sua squadra del cuore alla risalita in A fino alla crescita esponenziale vissuta dal club in questi anni in Serie A.

Avvicinandoci ai giorni d’oggi, uno dei nomi da non dimenticare è quello di Amauri. Giunto a Napoli nel 2011, visse una delle stagioni più sfortunate della storia azzurra. Era la riserva di Edmundo, ma ciò non gli impedì di trovare il gol al San Paolo contro il Verona: fu l’unico lampo di Amauri in sei presenze col Napoli. Dopo varie esperienze in giro per l’Italia tra cui quelle con Palermo e Juventus, Amauri va a Parma nel 2011 per rilanciarsi: in Emilia, Amauri mette a segno 7 gol in 11 partite ritornando ad essere il bomber apprezzato a Palermo. Il Parma non lo riscatta, la Juve non crede in lui e prima lo spedisce a Firenze e poi, di nuovo, a Parma. Nel luglio 2012, Amauri torna ai ducali: da allora 33 partite e 10 gol coi parmensi.

Amauri Parma

Altro nome immancabile è quello di Walter Gargano. Cinque stagioni da incorniciare per lui a Napoli, scoperto da Pierpaolo Marino dopo il ritorno in A degli azzurri. Negli anni napoletani, Gargano si è fatto notare per la sua corsa senza sosta e per la grinta che metteva in campo dal primo all’ultimo secondo; con gli azzurri vinse anche la Coppa Italia del 2012. Lo scorso agosto, dopo il ritorno dal prestito all’Inter, Gargano lascia di nuovo il Napoli: non rientrando nei piani di Benitez, il Mota si sposta a Parma dove conquista subito la fiducia di Donadoni trovando anche la via della rete in quel di Firenze.

Tanti incroci, quindi, nel presente e nel passato di Napoli-Parma. La parola, ora, passa ai protagonisti che saranno di scena sabato sera al San Paolo.

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