Napoli, ‘O Presepe proprio nun ce piace!

Caro Napoli, stu’ presepe, proprio nun ce piace. Con Benitez sempre più nella parte di Ciccibacco, le botti di vino si sono sprecate, ieri sera a Milano. La sbornia è proseguita anche oggi, pare, dopo il sorteggio per l’Europa League. Invece di scegliere il silenzio, anche il ritiro imposto dall’alto si è rivelato un bluff: cose turche. Natale, si sa, per gli azzurri è notoriamente un periodo delicato. Gli eccessi alimentari della squadra e dello staff hanno sempre determinato all’inizio dell’anno una flessione nel livello delle prestazioni.

Stavolta, per la gioia di grandi e Piccinini, i giocatori partenopei hanno voluto anticiparsi. A Torino, Napoli, Milano e in tutto il “mondo partenopeo”, gli allenatori da tastiera e da ciabatta hanno cominciato a scatenarsi per criticare aspramente le decisioni di Ciccibacco. In effetti, quella di schierare i Re Magi a difesa non è stata una bella idea. Carichi di doni, hanno regalato una vittoria facile facile ai rossoneri. Eppure a centrocampo la partita era stata ruvida, ma morbida dentro: proprio come gli zamponi dei nostri mediani, già pronti per essere cotti a San Silvestro insieme alle lenticchie.

Un unico rimpianto: se la giovane promessa Benino fosse stata schierata in campo e non sulla panchina a dormire, la reazione degli azzurri sarebbe stata di certo più veemente. Meno male che la settimana è corta e fra poco è già quasi giovedì. E speriamo che Ciccibacco non inizi le feste di Natale con il prosciutto di Parma davanti agli occhi. Forza Napoli sempre e comunque!

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Lino Mergel è un provinciale. Venuto al mondo in un paesino in provincia di Salerno, ai confini con Irpinia e Lucania, la sua nascita è stata un vero terremoto. Da quell’anno, manco a dirlo il 1980, getta le sue radici in provincia di Napoli, zona flegrea, dove la sua famiglia vive già da tempo. La sue scuole sono il cortile del palazzo, il vicolo, e poi la grande città, dove studia e di cui si innamora, ma ne è più volte respinto nonostante i vani tentativi di conquistarla. Dopo qualche piacevole anno di precariato matto e disperatissimo, e alcune sortite in avanscoperta, l’ultima migrazione risale a 4 anni fa: ora Lino vive e lavora a Torino, diffondendo in tutto il nord l’uso del “uè”. Tifoso del Napoli, non ama i giochi di parole.