La ribalta della rete ammiraglia dell’azienda televisiva pubblica italiana è il palcoscenico ideale per una sfida d’altri tempi. Con riprese televisive d’altri tempi e cronisti che usano metafore calcistiche d’altri tempi. La telecronaca di Napoli-Inter si esalta quando Higuain tenta di andare in scivolata su una palla filtrante di Hamsik, davanti a Carrizo: proprio in quell’istante, con una magia della regia, l’immagine resta ferma a centrocampo, con te che sei già in piedi sul divano a casa di amici, anche loro già intenti a bestemmiare, ma per un valido motivo in più.

Il copridivano “s’ ha da jettà”. Per capire come sia andata a finire l’azione, devi aspettare diversi minuti dopo, quando, per pudore, in Rai si decidono a mettere in onda il replay. (Sempre che gli amici non ti abbiano già cacciato via). In questo contesto sono maturate le solite occasioni mancate dal Napoli: ormai una certezza, qualcosa da mettere in conto, come il “pesone” a fine mese, ma almeno “facitecele verè” in diretta!
A un certo punto della gara, forse per un’allucinazione causata dalla pasta broccoli e alici, mi sono ritrovato fra i piedi un pallone lanciato da Marechiaro.

L’arbitro ha fermato il gioco e Higuain si è rivolto al compagno con la sua proverbiale flemma: “Né, ma arò l’è vuttat’ stavota?” Dopo un primo tempo in cui le occasioni da rete per gli azzurri sono state pari alle acciughe che Alessandro ha fatto sciogliere nella pasta, nella seconda frazione decidiamo di non giocare più. “Ma sì, vogliamo andare ai rigori, che tanto siamo specializzati”. I nostri ci provano in tutti i modi a farci intossicare, ma alla fine il regalo dei nerazzurri è troppo grande per non accettarlo. Del resto anche il vecchio detto recita: a Ranocchia Andrea non si guarda in bocca. E forza Napoli sempre!

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