Mondiali Brasile 2014, Insigne bomber tascabile come Totò Schillaci a Italia ’90

Napoli e Palermo. 312, 41 km di distanza, mare, sole e calcio, tanto calcio. Città diverse, ognuna con la sua storia, ma realtà vicine. Quelle coste, bagnate dal Mar Tirreno, hanno dato i natali a importanti personaggi e campioni di ieri e di oggi che hanno riempito e riempiranno d’orgoglio le due terre e, a ridosso dei Mondiali in Brasile, non può passare inosservato il filo che unisce lo scugnizzo di Napoli, Lorenzo Insigne, al picciotto di Palermo, Totò Schillaci. 

Lorenzo e Totò, il paragone è di quelli forti; può sembrare esagerato, di sicuro non banale. Il primo è alla sua prima esperienza Mondiale con la Nazionale Italiana, il secondo ha ormai appeso gli scarpini al chiodo, ma ai Mondiali ha lasciato chiara e indelebile la sua impronta. Da Italia ’90 sono trascorsi ben 24 anni, all’epoca Insigne non era ancora nato, mentre Schillaci era nel fiore dei suoi anni, una rosa pronta a sbocciare.

Totò quell’anno era un calciatore della Juventus e, dopo una stagione di crescita, coronata da 15 gol in 30 partite, ha conquistato, quasi a sorpresa, il pass per il Mondiale in Italia. Il Ct della Nazionale Azeglio Vicini aveva visto bene: Totò Schillaci fu la sua scommessa, una scommessa vincente. Poca esperienza in Serie A, solo una stagione, tanto amore per il calcio, eccezionale propensione al gol, quella era proprio la sua estate. Il bomber tascabile lo definirono e Schillaci bomber lo fu davvero: miglior giocatore di Italia ’90, capocannoniere del Mondiale. Da mascotte si trasformò a star, soprattutto a Palermo, dove di campioni non se ne sono poi visti molti. L’Italia allora vinse “solo” la medaglia di bronzo, ma Totò vinse molto di più.

La pellicola scorre e si arriva al 04 giugno 1991. Schillaci concluse la sua seconda stagione con la maglia della Juventus, quella volta, però, non lasciò una grande impronta, soli 5 gol in 29 presenze. Intanto il calcio va in vacanza e Napoli abbraccia il suo campioncino: Lorenzo Insigne. Il tempo passa e Lorenzo cresce con la passione per il calcio e il profondo amore per la sua Napoli che lo riabbraccia, dopo tanta gavetta in giro per l’Italia, nel 2012. Con Mazzarri in panchina, lo scugnizzo non riesce ad esprimersi al meglio, con Benitez cresce molto e lascia una traccia nella finale di Coppa Italia con una splendida doppietta.

La stagione finisce, i Mondiali in Brasile si avvicinano e tra i convocati di Cesare Prandelli c’è, a sorpresa proprio come Totò Schillaci 24 anni prima, Lorenzo Insigne. I pronostici lo davano per sfavorito al cospetto di Destro e a Rossi, ma il Ct ha guardato oltre e il napoletano non l’ha deluso: amichevole Fluminense-Italia, Insigne firma una doppietta e regala un assist a Immobile. Il Mondiale non è ancora iniziato, ma le premesse ci sono tutte. “Tascabile” anche lui come Totò, l’altezza spesso non l’aiuta, ma l’agilità nella corsa e la grande precisione lo rendono spesso autore di meravigliosi gol e di preziosi assist. Insomma, le caratteristiche sono simili, il destino sarà lo stesso?

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