Milan-Juve: Si Riparte dai Successi di Champions e dal (Non) Gol di Muntari…

Il senso del divario è nei numeri.  32 punti per la Juve, 15 per il Milan. In mezzo 17 lunghi passi che stridono con il passato. Quello leggendario ma pure recente, fatto di un duello scudetto deciso in extremis e, tanto per cambiare, vestito di polemiche e tumulti ( Muntari e l’epica svista di Tagliavento e compagni). Milan-Juve è la classica gara che va oltre la classifica.

L’oceano che separa le ex litiganti ed il rendimento da minimo sindacale dei rossoneri a S.Siro ( 3 vittorie, 0 pareggi e 4 sconfitte) potrebbero fare a pugni con la possibilità di assistere ad un match equilibrato ma il Diavolo ha tutta l’intenzione di essere poco “cortese” con la Vecchia Signora. Per onore e tradizione (contenti i nostalgici), ma soprattutto per dare un sorriso ad una classifica che piange lacrime amare nonostante il pari tutto-coraggio strappato con doppia rimonta al S.Paolo (contenti i più realisti).

Allenatore della Juventus Antonio Conte

Ad incerottare le ferite rossonere è arrivata , in settimana, l’aritmetica qualificazione agli ottavi di Champions. Iniezione di fiducia, pareggiata in casa juventina dalla valanga abbattutasi sul Chelsea. Al “Meazza”, dove solitamente finisce “x” (33 volte), sarà pure la sfida tra l’attacco più prolifico del torneo (29) ed il capocannoniere del circuito.

Da una parte la scientifica e vasta distribuzione di gol di casa Juve (manca il “top” ma hanno segnato in 12), dall’altra l’accentratore di riflettori: Stephan El Shaarawy, 10 firme in campionato, l’uomo della Provvidenza. Che fa gol e li fa fare. Onnivoro milanista. A lui il compito di sfidare la difesa meno bucata d’Italia. Insomma non ci saranno Del Piero e Ibrahimovic, Shevchenko o Trezeguet, ma l’appeal è intatto. Argomenti ricchi di contrapposizioni, vecchie e nuove. Magliette a righe verticali, con colori da sempre divisi ed abituati a primeggiare l’uno sull’ altro. Vecchie ruggini, ma anche molto rispetto, suggellato dai complimenti del Presidente Agnelli al Milan per il passaggio del turno in Europa.

Il collega Berlusconi è atterrato oggi a Milanello per caricare i suoi. Ha portato fortuna di recente. Non è vero, ma ci credo. Correttezza e stile. Formalità, reciproche, da signori del calcio. Ma il sospetto è che quel gol non assegnato a Muntari, datato 25 febbraio 2011 e valso forse uno scudetto, sia il punto di ripartenza dell’orgoglio milanista. La voglia di tirare lo sgambetto, riprendersi San Siro e sfidare gli attuali, impietosi numeri che consentono al Diavolo di guardare a distanza, e non in faccia, la rivale di sempre.

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Berlusconi a Milanello Prima di Milan-Juve