Maradona: “Fisco? Non sono un evasore, voglio solo tornare a Napoli”

Ancora una volta Diego Armando Maradona ribadisce la sua estraneità alle accuse rivoltegli dal fisco italiano: “Non sono un evasore, voglio venire tranquillamente, non essere perseguitato. Io non ho niente da nascondere. Non ce li ho 40 milioni, non li ho neanche guadagnati”. Oggi la conferenza stampa al Parlamento Europeo di Roma: il Pibe de Oro l’ha voluta per spiegare ancora una volta la sua posizione sul contenzioso con il fisco italiano.

“Voglio ringraziare tutti quelli che stanno lavorando perché io sono perseguitato. Io giocavo al calcio, Ferlaino e Coppola si occupavano dei contratti. Loro ora camminano tranquillamente, a me invece quando vengo in Italia sequestrano gli orecchini, allora resto la casa. So che un giorno arriverà la giustizia”. Dios non ci sta a subire quanto gli viene attribuito. E racconta a chiare lettere di come l’Italia e Napoli gli manchino. “Non vengo a cercare lavoro in Italia. Io voglio andare a Napoli a vedere partite, salutare gli amici. Io voglio giustizia e entrare in Italia quando voglio”.

Durante la conferenza stampa c’è stato anche un intervento della Iena Filippo Roma. L’inviato della trasmissione targata Mediaset, ha più volte interrotto il regolare svolgimento della conferenza con l’obiettivo di mostrare a Maradona un video in cui ‘Le Iene’ cercavano di incastrare una persona a lui vicina che chiedeva 330mila euro da versare all’estero per fargli ricoprire il ruolo di testimonial in una campagna di sigarette elettroniche a Napoli. Roma ha insistito, creando anche momenti di disturbo durante la conferenza stampa. Tanto è vero che Maradona stesso gli ha fatto notare che il suo comportamento “è una mancanza di rispetto per i tuoi colleghi se ti metti davanti a loro”. Ma la Iena ha voluto in tutti i modi ricavarsi il proprio spazio spiegando che “noi diciamo che Maradona ha ragione. Proprio per questo il consiglio che ti danno Le Iene è di difenderti da chi ti circonda”. Da qui la battuta di Dios: “Tranquillo, sto attento, non sono un portiere ma mi difendo”.

Sulla vicenda del fisco è intervenuto anche l’avvocato difensore del fuoriclasse, Angelo Pisani, che ha spiegato: “Il mio cliente è disposto a versare il 50 per cento della presunta evasione, sei milioni di euro, per l’errore processuale. Se c’è un errore, siamo disposti a pagare, ma devono provarcelo, perché esistono due sentenze che dicono che la violazione è nulla. Deve essere chiarito dall’Agenzia delle entrate che si tratta solo di un errore processuale e non perché è un evasore”. Gli ha fatto da eco anche il parlamentare europeo: “Come dice l’Europa, il contribuente non è suddito ma cittadino con suoi diritti. I calciatori non sono tutti uguali, i cittadini sì. Tra sei settimane da oggi Diego verrà a Bruxelles a ritirare la risposta a due interrogazioni e all’esposto al mediatore europeo. Tra sei settimane chiariremo questa storia”.

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Scritto da Enzo Ranaudo

Scrive e collabora ormai da anni con testate e siti internet campani e non solo, sportivi e non. Grande appassionato e sostenitore del calcio Napoli, in quanto prima forza calcistica campana, e di tutte le formazioni regionali.

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