Juventus-Napoli: il precedente rimasto nella storia degli azzurri (Video)

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In un campionato come quello italiano, dalle mille difficoltà, ogni partita è una lotta all’ultimo sangue per il raggiungimento dei tre punti. In ogni campo, che sia la prima o l’ultima in classifica, non fa differenza: occorre sudare e lottare fino all’ultimo secondo dell’ultimo minuto. Per il Napoli ed i napoletani, in particolare poi, c’è una partita che rispetto alle altre ha un sapore diverso, di sfida e di rivalsa che non ha pari al suo confronto.

Che sia Napoli-Juventus o Juventus-Napoli, non è che poi faccia così tanta differenza. Nord contro Sud, potenti contro vittime di quel potere che non sempre è destinato a vincere, proprio come nelle favole più belle. Una di queste, la regalarono degli uomini vestiti d’azzurro, tanto per rimanere in tema. Erano un esercito di undici uomini guidati da un uomo saggio, che avrebbe fatto, seppur in minima parte, la storia del Calcio Napoli. Stiamo parlando di Walter Mazzarri e della sua squadra che realizzarono una delle più grandi imprese che il tifoso partenopeo possa mai ricordare e soprattutto sognare: la vittoria sulla Juventus a Torino.

seppelliteci qui raffaele auriemma
Quella vittoria a Torino ispirò il libro di Raffaele Auriemma

Siamo nell’oramai poco recente 2009. 31 Ottobre, in particolare, in un pomeriggio d’inizio autunno in cui, allo stadio Olimpico di Torino, Juventus e Napoli si affrontavano in una gara valida per l’undicesima giornata d’andata del campionato di Serie A. Le formazioni erano molto diverse da quelle attuali con i soli Hamsik, Maggio, Paolo Cannavaro, Buffon, Chiellini e Giovinco a rappresentare quelle compagini che all’epoca annoveravano gente come Fabio Cannavaro, Grygera, Diego e poi ancora Lavezzi, Cigarini e un Quagliarella ancora in maglia azzurra.

La partita fu da subito vivace con i partenopei che presero l’iniziativa tentando di rendersi in tutti i modi pericolosi ma non fecero i conti con il bomber Trezeguet che, al 34esimo, gelò letteralmente gli uomini di Mazzarri con un gran colpo di testa ad anticipare Campagnaro e superare l’allora portiere azzurro De Sanctis. La ripresa sembrava essere un’esatta fotocopia del primo tempo ed infatti, dopo una buona occasione sprecata malamente con Hamsik, Giovinco raddoppiava grazie ad una grave ingenuità di Contini che nel tentativo di spazzare di testa, regalava il pallone al piccolo attaccante bianconero che da pochi passi insaccava in rete.

Jesus Datolo
Jesus Datolo, autore di uno splendido gol contro la Juventus

Sembrava l’inizio di una catastrofe. Il solito pomeriggio cupo ma seppur mite d’autunno che in quel di Torino, dopo quella doppietta micidiale, diventò in un attimo gelido e pungente. Ma il sole non sarebbe tardato a risplendere. Walter Mazzarri non era di certo un tipo da arrendersi facilmente dimostrando ai suoi ragazzi, già all’esordio contro il Bologna, che ogni partita si poteva vincere, ogni impresa poteva essere realizzata. Arriviamo quindi alla svolta del match. Minuto 12 del secondo tempo quando, un Campagnaro già ammonito e fin troppo nervoso, lasciava il campo per Datolo, l’esterno argentino acquistato da Marino quasi dieci mesi prima ma che era per molti una vera e propria incognita.

Ed il match cambiò volto. Dopo solo un minuto, su cross dello stesso giocatore sud americano a tagliare l’intera difesa, Hamsik insaccava con un potente destro sul quale Buffon niente poteva. La seconda grande emozione arrivava quindi al 19esimo quando su azione da calcio d’angolo per gli azzurri, battuto da Cigarini, German Denis anticipava tutti i difensori, indirizzando la sfera in porta dove  il portiere juventino compiva un vero e proprio miracolo non avendo però ancora fatto i conti con un indemoniato Datolo che da due passi, raccoglieva la corta respinta ed insaccava. Incredibile quindi all’Olimpico: Juventus 2, Napoli 2. E non era di certo finita qui!

La Juventus provava quindi a riportarsi in avanti ma, sbilanciatasi troppo in uno dei suoi attacchi, aveva lasciato da solo il Pocho Lavezzi che, dalla propria metà campo, raccolto il pallone respinto dalla sua difesa, s’involava verso la porta avversaria; apertura precisissima ancora per Datolo che proseguiva sull’out di sinistra a crossare in mezzo dove, su una corta respinta della difesa bianconera, si accingeva Marek Hamsik che con siluro lasciato partire al limite dell’area, insaccava all’incrocio un impotente Gigi Buffon. E’ il gol della resa. E’ la rete della liberazione. E’ quel momento in cui tutto sarebbe potuto finire.

Esultanza vittoria contro la Juve
L’esultanza di Marek Hamsik

A commentare quella partita, c’era il grande tifoso Raffaele Auriemma che festeggiò a squarciagola ogni singolo gol del Napoli per poi esplodere di gioia, a quella terza marcatura dello slovacco, con una frase che rimane ancora oggi nella mente di tutti quelli che ascoltarono quella telecronaca. “Vogliamo morire qui, – raccontava Auriemma – seppelliteci qui allo stadio Olimpico di Torino, con questo Napoli!“. A distanza di 3 mesi, proprio da questo episodio, uscii il libro da lui intitolato “Seppelliteci qui”: una raccolta di quella carrellata di emozioni a ricordare in maniera quindi indelebile quell’impresa che mancava da circa 21 anni.

Oggi, non resta che guardare il video di quella partita e provare a leggere qualche pagina di quel meraviglioso racconto sperando che quella stessa indistinguibile voce possa commentare, domenica sera, un’impresa simile a quella vissuta ben 4 anni fa contro il nemico di sempre.

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