I Calci di Rigore: dagli Errori di Cavani a Steaua Bucarest-Barcellona

Il rigore. Certo, il rigore. Per De Gregori e la sua Leva Calcistica del ’68 non è da questi particolari che si giudica un giocatore”. Ad Edinson Cavani non manca il coraggio, non manca la fantasia, non manca l’altruismo. Cavani è un calciatore completo sotto ogni punto di vista.

Edinson Cavani CalciomercatoUn calciatore di quelli che “sudano la maglia” sempre. Uno di quelli che in campo dà tutto. Non si risparmia mai. Un attimo prima sul primo palo e poi via, col vento, in un contropiede impressionante, per la squadra. Sempre.

Si è detto pure che i rigori li sbaglia chi non ha paura di tirarli. Chi ha il coraggio di afferrare il pallone, stringerlo tra le mani e calciare, lì dove ti porta l’istinto. Si, l’istinto. Perché in quel momento Mazzarri ne avrà dette di tutti i colori. “Tira centrale e forte”.

Questo il dettato del Mister. Ma i rigori non li batte lui. I rigori li batte il capocannoniere della Serie A. I rigori li batte uno dei più grandi goleador in maglia azzurra. Uno che macina record su record, che supera Altafini e che vede lì, ad un passo, il traguardo di Diego Armando Maradona.

Ma, spesso, tra il rigorista ed il portiere ci si mette anche la scienza. La fisica. Ne abbiamo in parte già discusso nel nostro Omaggio a Francesco Totti e ai suoi vent’anni di Serie A. I rigori si sbagliano. Si tirano. Si sbagliano. Li sbagliava anche Diego Armando Maradona. E nessuno ha mai messo in discussione la sua grandezza. E nessuno metterà mai in discussione la grandezza dell’uruguaiano. Qualcuno ne sbaglia meno. Balotelli al momento è vicino ad infrangere il record di realizzazioni su calcio di rigore, ma la sua carriera è ancora molto lunga e chissà che prima o poi non commetta anche lui l’errore dal dischetto.

Il calcio di rigore è prima di tutto una violentissima guerra psicologica tra tiratore e portiere. Una guerra di nervi. E molti sono i casi, nella storia, che lo dimostrano apertamente. Ma è anche statistica. Ad onor del vero il rigore di ieri sera, era più difficile da sbagliare del solito. Ad un occhio attento (anche se parliamo di minime frazioni di secondo), appare chiaro che Frey sceglie un angolo già prima che Cavani decidesse dove tirare e ci scommette. In questi casi, però, le probabilità di parare il rigore, di “prevedere” la traiettoria calano bruscamente e la possibilità di parata rimane praticamente un sogno. O davvero una scommessa. Di quelle azzardate.

Se così è, sbagliare un calcio di rigore (a patto che sia tirato con qualche seppur minima regola) è difficilissimo. Ci vuole quasi un impegno maggiore a sbagliarlo che a segnarlo. Si, perché se è vero che il fattore psicologico incide notevolmente, per lo stesso principio il portiere, “avvertendo il pericolo imminente” tenderà sempre ad anticipare il “tuffo” rispetto al momento del tiro. È proprio questo il motivo per cui il calcio di rigore assume i contorni particolari di una guerra di nervi. Uno contro uno. E in questa lotta il portiere è sempre svantaggiato. Ragion per cui l’errore è sempre del tiratore ed il merito quasi mai del portiere.

Salvo un caso però. Rimasto senza precedenti nella storia del calcio mondiale. Un caso d’altri tempi. Un caso da calcio duro e puro in cui imperavano ancora le teorie inglesi. In cui molte partite (soprattutto a grandi livelli) apparivano più come epiche lotte che come veloci scorribande da una parte all’altra del campo. Il mito è Helmuth Duckadam e lo scenario è quello della Finale di Coppa dei Campioni tra i rumeni dello Steaua e gli spagnoli del Barcellona.

Finiti pure i tempi supplementari la partita era inchiodata, inaspettatamente (molti credevano che la Steaua fosse l’agnello sacrificale di turno), sullo 0-0. Ai rigori Duckadam compie un autentico miracolo. Para ben quattro rigori e regala la Coppa allo Steaua. Ovviamente la fisica e la scienza furono sconfitte. La statistica pure. Vinsero i nervi. La tensione. Vinse il sogno della Coppa dalle grandi orecchie.

Ecco il video dei calci di rigore tra Steaua Bucarest e Barcellona: