Higuain alla Juventus, De Papponis e la società armata Brancaleone

Cosa resterà di questa estate strana, fatta di addii, di “tradimenti”, di sotterfugi e strategie di mercato?

Oggi a Torino è sbarcato da un aereo il calciatore che contro il Frosinone ci aveva fatto commuovere per il suo record di gol in Serie A. È arrivato con al collo una sciarpa a due colori, ma non la esponeva come trofeo di guerra. La gente di sponda bicolore lo esalta, e lui arriva strisciando dagli strisciati. Una settimana di dichiarazioni e mezze verità, per un copione già scritto dal grande esperto di nani e ballerine.

De Papponis intasca la clausola, che forse gli servirà per pagare la cura di quei fanghi “particolari” dove il popolo partenopeo, a suo dire, sguazzava dodici anni fa. Speriamo in un bel campionato da provinciali, quali siamo. A Sarri e a chi vorrà restare in questa società modello armata Brancaleone, il compito di salvare sul campo quanto è stato perso in chiacchiere e buffonate.

Forza Napoli sempre

Lino Mergel

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Lino Mergel è un provinciale. Venuto al mondo in un paesino in provincia di Salerno, ai confini con Irpinia e Lucania, la sua nascita è stata un vero terremoto. Da quell’anno, manco a dirlo il 1980, getta le sue radici in provincia di Napoli, zona flegrea, dove la sua famiglia vive già da tempo. La sue scuole sono il cortile del palazzo, il vicolo, e poi la grande città, dove studia e di cui si innamora, ma ne è più volte respinto nonostante i vani tentativi di conquistarla. Dopo qualche piacevole anno di precariato matto e disperatissimo, e alcune sortite in avanscoperta, l’ultima migrazione risale a 4 anni fa: ora Lino vive e lavora a Torino, diffondendo in tutto il nord l’uso del “uè”. Tifoso del Napoli, non ama i giochi di parole.