Football Clan tra scommesse, calcio e malavita: un libro che non tramonta mai

In una concezione tutta italiota di vedere il mondo del pallone, menti sempre più avide e bramose di soldi e di potere annaspano alla ricerca dell’El Dorado terrestre. Il calcio è sinonimo di soldi, di business, di imbrogli, di legami e di false amicizie e in tutto questo, la parola “pallone” fa fatica ad entrarci. Quelli che in campo poi effettivamente ci vanno, nella maggior parte dei casi, sono delle marionette, spesso incoscienti di tutto quello che accade intorno a loro, come se il vero scopo, l’ultimo fine fosse realmente quello di buttare quella sfera in una rete. Sarebbe troppo semplice.

Dietro questi affanni d’illecita ambizione hanno indagato, indagano e indagheranno ancora per non si sa quanto tempo (purtroppo), Raffaele Cantone e Gianluca Di Feo, due figure pulire in mondo che, con loro, non dovrebbe avere niente a che vedere. Il primo, magistrato napoletano, ha lavorato come Pubblico Ministero alla Direzione distrettuale antimafia, dal 2007 è giudice presso l’Ufficio del massimario della Corte di Cassazione ed è autore dell’inchiesta sull’unico tentativo, noto nel mondo occidentale, di scalata criminale a una squadra di serie AIl secondo, invece, è giornalista e si occupa da vent’anni di criminalità organizzata, corruzione, traffico d’armi e servizi segreti, prima al Corriere della Sera ed ora all’Espresso.

Football Clan

Insieme uniti in un solo corpo, in una sola mente, in una sola mano a creare un saggio di 288 pagine il cui titolo, Football Clan, lascia trasparire, seppur in parte, il fine ultimo del lavoro. Nei mesi scorsi abbiamo sentito parlare, seppur in maniera velata, di partite truccate ed eventi combinati in tutte le categorie. Fior fiori di personaggi famosi finiti sotto inchiesta e processati, fior fiori di quattrini che giravano tra i diretti interessati. Ma non è tutto. Le mafie vogliono il potere e il potere c’è dove ci sono i soldi. E nel calcio, i soldi ci sono. Dall’Est, la Mafia, quella con la M maiuscola, ci mette le mani e lo fa in ogni minima componente possa interessare una partita di calcio: dal gioco online al merchandising, dagli appalti ai nuovi stadi alla compravendita di calciatori che rappresentano, alla fine, il più grande mezzo per comandare il mondo del calcio.

Non c’è solo questo. La scalata fallita alla Roma dei Sensi, il giro dei casalesi intorno alla Lazio di Lotito. E poi ancora tutto ciò che c’era e c’è dietro a quelle immagini che ritraggono i volti di Lavezzi, Maradona o Balotelli lindi pinti e sorridenti di fianco a personaggi che di pulito, in tasca, non hanno niente. E nemmeno in viso. Ancora, il giro di una pizzeria-lavanderia con capitali riciclati che aveva come soci nientepopodimeno che i fratelli Cannavaro e pure qualche altro vip del mondo del pallone. Le abitudini frequentative di Sculli così poco raccomandabili e quella sorta di sistemone della camorra stabiese.

Sculli Scommesse

Insomma, un’indagine accurata, un punto di vista differente che mostra come quella punta dell’iceberg che i media concedono alle nostre orecchie, nasconda un macro universo in cui tutto viene controllato, ogni minima mossa, ogni minima azione perché tutto fa brodo, tutto porta denaro. Una sorta di Truman Show del pallone, smascherato e raccontatoci da Gianluca Di Feo e Raffaele Cantone in 288 pagine di verità, quella verità che in fondo tutti pensano si finalizzi con quella sfera insaccata in rete.

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