Esclusiva – Club Napoli Milano Partenopea: “Ecco cosa è successo a Roma”

Sono tante le versioni istituzionali e non sui fatti che hanno portato alla sparatoria che ha coinvolto e ferito il tifoso del Napoli Ciro Esposito prima della finale di Coppa Italia tra Fiorentina-Napoli. Questa che vi proponiamo, in integrale, ci è stata dettata dal Club Napoli Milano Partenopea testimoni dei fatti accaduti in via Tor di Quinto…

Siamo arrivati a Roma Est Lunghezza, nostra uscita, mentre per i viola era il casello di Roma Nord; già da parecchie ore stavano in fila altri pullman che provenivano dal Nord carichi di Tifosi con i nostri stessi colori, abbiamo eseguito il solito rituale del controllo documenti e biglietti che i poliziotti hanno chiesto e aspettato altri per viaggiare scortati. Dopo un’oretta dal nostro arrivo al casello di Roma Est ci hanno dato ordine di metterci sui pullman.

Pronti ad entrare in Città, pensando che ci avremmo messo solo pochi minuti date le tante trasferte già effettuate: col furgone cellulare della polizia davanti che ci faceva strada,  tutti in fila i 40 pullman circa di tifosi del Napoli avanzavano. Dopo nemmeno  un chilometro, nel traffico di Roma, il lungo corteo di pullman si è spezzato in vari tronconi: neanche un vigile che ci indirizzasse su qualche corsia preferenziale, solo la perizia del nostro autista ci ha evitato l’impatto contro auto che tagliavano continuamente la strada. Il colmo si è raggiunto quando abbiamo perso di vista pure il cellulare della polizia nei pressi dello stadio dove il traffico si è di nuovo bloccato, tutti fermi a più di un km dall’Olimpico

Un caso malaugurato ha voluto che il nostro pullman si fermasse davanti al vivaio dove  è avvenuto l’agguato ai tifosi del Napoli fermi: davanti ai finestrini notiamo una persona, in apparenza normale, agitare e accendere un bengala. Dopo averlo lanciato, lo stesso è caduto a pochi cm dal nostro pullman: ha fatto un tremendo botto che ci ha fatto saltare dallo spavento. Con noi c’erano dei bambini e delle donne: non vi racconto il loro spavento. E’ stata pura fortuna che i vetri non siano andati in frantumi. Notiamo poi che il tipo,  col gesto del dito medio provoca un gruppo di tifosi del Napoli. Dopo tanto insistere e provocare, attirato anche dall’agitarsi dei passeggeri del nostro bus preoccupati per l’evidente carenza di forze dell’ordine, quel gruppo di tifosi si  avvicina e, intanto che si avvicina, il tipo  scappa all’interno del vivaio seguito dal gruppo di tifosi del Napoli citato prima.

Appena varcato il cancello del vivaio aperto, succede il finimondo: i ragazzi tifosi del Napoli sono stati bersaglio di 5/6 bombe carta che sono scoppiate tutte insieme, si è alzata una cortina di fumogeni per non far capire e vedere nulla di quello che  stava accadendo,  frastornando anche l’esca del commando ultras romanista che è caduto a terra ed è stato colpito da qualche calcio e pugno dai tifosi furiosi che erano caduti nell’imboscata. In mezzo al fumo si sono sentiti 2 o 3 colpi di pistola , e da ciò si è immaginata la tragedia: i ragazzi che hanno rincorso  la probabile esca sono usciti di corsa fuori portando con loro un amico (Ciro Esposito) colpito da colpi di arma da fuoco. Il ragazzo sembrava esanime, con occhi aperti e sguardo nel vuoto,  pieni di paura e chiedeva aiuto. Sono stati momenti che io non dimenticherò mai più come anche i miei amici  sul pullman. Simili cose si erano sentite o viste in tv ma mai potevo immaginare di vederle di persona: eravamo partiti per andare a vedere una partita di calcio non in guerra.

Mi chiedo dove stesse il servizio d’ordine. E’ possibile che nessuno dei 1500 poliziotti che dovevano essere in quel punto non ci fossero? E’ possibile che il nostro autista abbia dovuto chiamare la polizia e farli correre sul posto? E’ possibile che ci siano voluti 10 minuti per vedere un’auto in borghese e 2 poliziotti che presumo fossero della digos che si sono resi conto della gravità e hanno chiamato l’ambulanza che è arrivata dopo 15 minuti? Forse il tifoso colpito si è salvato anche per la prontezza di un altro tifoso che gli ha fatto subito un massaggio cardiaco perché non riusciva a respirare bene. Sembrava di stare non a Roma, la capitale d’Italia, ma in una piccola città. Sapevano che tra tifosi delle squadre della città e tifosi del Napoli non corre buon sangue: perché erano assenti i poliziotti lungo quel percorso?

Entriamo alla stadio non  con lo stesso spirito di quando siamo partiti da Milano: siamo saliti nel nostro settore e siamo stati in attesa di notizie sul tifoso del Napoli ferito, senza più voglia di vedere una partita che per noi non valeva una vita. Per noi del Club la partita era finita già prima di iniziare. Dopo anni che faccio trasferte non posso accettare di vedere persone che si “scannano” per una partita di calcio. A 24 ore di distanza, a mente fredda, penso ancora che, se le regole non cambiano, non seguirò più le cosiddette trasferte a rischio. Non voglio rivivere e far rivivere ai miei figli e ai miei amici fatti di cronaca nera come quelli di sabato 3 maggio a Roma.

Il direttivo Club Milano Partenopea

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Scritto da Nicola Salati

Giornalista professionista dal 2009, ma più che un lavoro per me è una passione visto che ho iniziato a collaborare con i giornali locali a sedici anni e a 18 anni ero già pubblicista. Attualmente collaboro con il quotidiano Metropolis e poi ho iniziato questa nuova avventura che sta dando i frutti sperati...il mio motto? "L'umiltà deve essere sempre al primo posto per chi vuole intraprendere questa professione".

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