Napoli-Juventus non si può spiegare. E’ religione, è sacralità, passione, storia, miracoli e dispiaceri. Per Napoli venerdì 1 dicembre è un giorno di festa. Lavoro, scuola, università, famiglia e ogni altra distrazione lasciano spazio alla Partita con la “P” maiuscola; quella che decide, se non lo scudetto, una fetta di questo. Napoli e Juventus, distanti 4 punti in classifica, si sfidano accolte da un San Paolo tutto esaurito. Quasi 60mila cuori napoletani prenderanno parte allo spettacolo più atteso di tutta la stagione. Intanto le lancette dell’orologio scorrono: segnano -6 ore.
Stanotte è la notte. Sogni, paure, rimorsi e rimpianti restano nel tunnel che conduce i giocatori dagli spogliatoi al campo. Napoli-Juventus è sacra, ribadiamo, e i santi all’interno del tunnel dello stadio San Paolo lo sanno benissimo. Quando c’è Napoli-Juve siamo tutti uguali, tutti fratelli amalgamati dallo stesso identico sogno: battere la Vecchia Signora.

Napoli-Juventus per un napoletano…

Napoli-Juve per un napoletano è come un regalo di Natale. L’ansia prima dello scarto dei regali. Le 20.45 del 1 dicembre 2017 sembrano infatti non arrivare mai. E Napoli non vuole più aspettare. Intanto è ferma, pensante, in un silenzio scaramantico; in preghiera, con ogni entità superiore.

Spiegare con qualche aggettivo cosa significa Napoli-Juventus per un napoletano sarebbe riduttivo. Perché Napoli-Juventus è Napoli-Juventus ed è già tutto chiaro così. Anima, testa, cuore: un popolo intero affianco ad 11 ragazzi che, per una notte o poco più, potranno affermarsi come eroi.