Troppe curve chiuse dalla Giustizia Sportiva in un sistema, quale quello del calcio italiano, che soffre già da tempo il dramma dell’abbandono degli spalti. Il caso che ha coinvolto la Roma è assolutamente eclatante ma è soltanto l’ultimo della serie (e siamo convinti che ci saranno altri provvedimenti del genere). Il punto, forse, è nell’applicazione stessa delle regole, nella loro formulazione e nel come sono state interpretate dalle tifoserie.

Gli ultras chiedono a gran voce che a vincere sugli spalti sia la libertà di espressione, la possibilità di inneggiare a questo o a quello nella misura in cui si limiti tutto ad uno sfottò. In teoria, forse, il problema è nel bilanciamento di sfottò e cori razzisti. Ma, in fondo, chi può davvero dire, con assoluta oggettività (che dovrebbe essere il principio di base per l’applicazione di una norma) quando si inizi a travalicare il limite? E, soprattutto, provvedimenti come questo risolvono il problema?

Ecco allora un simpatico siparietto di un gruppo di tifosi della Roma. Gli ultras dell’amore si sono inventati una protesta pacifica, semplicemente re-intonando i cori e modificandoli proprio per evitare di incappare nel difficile terreno della discriminazione territoriale.

Ecco il video degli ultras dell’amore che sta spopolando sul web