Ciro Esposito morto, la mamma: “Dopo un anno mi manca come l’aria”

Togliere il figlio a una mamma è come togliere l’aria che respira e così si sente Antonella Leardi a un anno dalla morte di suo figlio Ciro Esposito ucciso dalla mano assassina di un tifoso della Roma tal Daniele De Santis. Oggi saranno previste commemorazioni in onore di Ciro nel quartiere di Scampia dove lui viveva con la sua famiglia, ma soprattutto oggi ci si ferma a leggere le parole della mamma Antonella Leardi che con grande coraggio esprime i suoi sentimenti: “Mio figlio è morto un anno fa e non c’è giorno che io non lo pianga. Ogni giorno sono nella sua stanza, guardo e accarezzo i suoi vestiti. Fino alla fine dei miei giorni penserò sempre che Ciro mi ha lasciato da poco”.

Sentimenti umani di pietas per una donna coraggio che dopo la sofferenza in un letto di ospedale per oltre 50 giorni del proprio figlio ha iniziato la sua battaglia contro la violenza nel mondo del calcio proprio brandendo al vento l’immagine del figlio ucciso solo perché stava andando a vedere una partita della propria squadra del cuore: “Ogni sera bacio il mio Ciro sul suo cuscino e mi accorgo però che sono cambiata. Mi accerto subito dove sono gli altri due figli. Li cerco, li chiamo. La paura è costante: e se capitasse anche a loro qualcosa di terribile? E mi prende l’angoscia”.

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