Cannavaro (Napoli): Crediamo ancora allo Scudetto, ma attenzione al Milan

Paolo Cannavaro ci crede. Non vuole rassegnarsi al secondo posto. Crede ancora fermamente nello scudetto. E, a dire il vero, gran parte della tifoseria ci ha creduto (scettici esclusi, ovviamente). I tifosi hanno sognato, hanno sperato.

Cannavaro e InsigneForse sperano ancora, pur nella consapevolezza che la distanza c’è, e si vede. Attenzione però. La distanza non è nei numeri. La matematica non condanna ancora l’undici azzurro e sognare è lecito. Almeno questo. Ma è nelle gambe e nella testa.

È accaduto l’inevitabile. È successo che come spesso è stato nell’era De Laurentiis febbraio è il mese nero, il mese delle voci, delle dispute. È il mese degli errori grossolani sottoporta. Il mese dei cali di concentrazione. Il mese della pesantezza nelle gambe.

In questo maledetto febbraio son venuti fuori tutti i limiti del Napoli e non è un caso che a finire sotto la lente di ingrandimento, oltre che i giocatori, sia stata la società.

Se la panchina fosse stata un attimo meglio fornita (eppure è forse una delle migliori da otto anni a questa parte) oggi si parlerebbe d’altro. In fondo a Cavani non puoi chiedere di giocare sempre al top, non gli puoi chiedere di correre come un forsennato per un campionato intero. Attacco e difesa. Difesa e attacco. Per novanta minuti.

Poi c’è quel pizzico di mazzarriana miopia che limita sensibilmente il tecnico e le sue scelte. Quale tifoso oggi non sarebbe in grado di predire, dal primo all’ultimo, i tre cambi del Mister (compresi i minuti)? Chi non sarebbe in grado di predire con scientifica precisione le mosse e contromosse del livornese? Ci sono riusciti più o meno tutti, avversari compresi. E quando il fiato non sopperisce alla tecnica, ecco arrivare il periodo nero.

Il capitano è sicuro. Ci crede. Chi gli gira intorno un po’ meno. Starà ai tifosi scegliere se riprendere coraggio o rassegnarsi. Toccherà ai tifosi scegliere se seguire il capitano, come farebbero con un condottiero, o iniziare a guardarsi le spalle e difendere il secondo posto e la qualificazione in Champions.