Avellino Capoluogo, la Protesta Parte dal Mondo del Tifo

manifestazione avellino

In Irpinia a tener banco è ancora la vicenda “Avellino Capoluogo” (ormai diventato uno slogan). Non è la rivolta di Reggio contro Catanzaro capoluogo (quello era di Regione), non c’entrano fasci e comunisti degli anni ’70, però la tensione è alta sia sul fronte politico che su quello culturale e calcistico. E non è un caso che la protesta di Avellino contro la probabile attribuzione a Benevento della qualifica di capoluogo della nuova provincia irpino-sannita parta proprio da ambienti di tifosi biancoverdi.

Martedì si sono ritrovati nei pressi del bar Broadway, storico “covo” di supporters dei lupi guidato da Franco Iannuzzi, per sfilare in corteo e dire no a quello che viene definito uno “scippo”. Erano più di duemila e sono stati molto rumorosi sia con i petardi sia con i cori, quasi tutti poco carini nei confronti della politica locale.

Non ce l’hanno – e lo dicono chiaramente – con la gente del Sannio, peraltro penalizzata dalla perdita della Provincia, ma con i politici, quelli beneventani, Mastella e Viespoli su tutti, che avrebbero organizzato tale scippo, e quelli irpini che non avrebbero fatto abbastanza per difendere Avellino capoluogo.

E poi c’è la nuova rivalità calcistica con Benevento. L’hanno nascosta a fatica gli avellinesi, troppo impegnati a ribadire che è la storia a ridimensionarla. Ma è anche vero che, soprattutto dopo la rinascita del club in seguito al crac dei Pugliese, le nuove generazioni del tifo hanno un’età molto bassa. Hanno visto forse solo in foto lo striscione “L’Italia lo sa, il derby è Napoli-Avellino“.

no alla provincia avellino benevento

I ragazzi di 16 anni non erano ancora nati quando un certo Gaetano Calvaresi, nell’ottobre del 1995, firmò una perla al volo che stese al Partenio la Salernitana di Colomba illudendo una città intera che quell’Avellino del Sibilia bis potesse davvero competere per tornare in serie A. Loro erano piccoli quando Vitalii Kutuzov ricastigava la Salernitana in un finale di gara modello Manchester-Bayern che fu tra le poche note liete della “strana” annata targata Zeman.

Loro sono cresciuti con le nuove rivalità. E in questa storia c’è una data chiave, il 30 marzo del 2012. E’ una giornata tranquilla ad Avellino, ma la sera c’è il derby col Benevento che  vuole i tre punti al Partenio per proseguire il sogno playoff, per alimentare le speranze di  lottare anche stavolta fino all’ultimo per la conquista della storica serie B. L’Avellino, invece, ha ben poco da giocarsi, è salvo e non può aspirare ai playoff. Ma questo poco importa.

Si gioca in notturna ma già dal pomeriggio in città compaiono ragazzi con la sciarpa verde al collo, pronti a difendere un concetto molto chiaro: “Scordatevi di vincere a casa nostra e andare in B”. Ci penserà Zigoni a farli felici al 93′ di una partita rocambolesca che finisce 1-1. E c’è chi esulta come se l’Avellino avesse vinto lo Scudetto. Perché i tempi sono cambiati, i valori del calcio anche. E gli assetti geografici pure.

ALTRO SU AVELLINO CAPOLUOGO
-> Avellino: Manifestazione per Salvare il Capoluogo, Anche i Tifosi in Piazza di Luigi Storti
-> Il Sindaco Senza Vergogna di Gianluca Capiraso (UrbanPost)
-> Riordino Province, Avellino si Ribella di Daniele Miceli su (UrbanPost)
-> Province, Pasticcio Irpinia-Sannio sull’Asse Avellino-Benevento di Gianluca Capiraso (UrbanPost)