Un altro torneo per le squadre nazionali, un impegno ulteriore per i più forti calciatori del panorama europeo, un’occasione in più per assistere a match di livello assoluto: tanti sono i modi in cui si può giudicare la neonata UEFA Nations League, ma di certo non si può dire che il torneo non abbia già fatto parlare molto di sé; senza dubbio, più della quasi totalità di amichevoli internazionali mai disputate, il format che il torneo va ad affiancare/sostituire.

Alla scoperta della UEFA Nations League

Tutto nasce, infatti, dalla necessità di “mettere a sistemail programma delle amichevoli svolte dalle federazioni dei paesi afferenti al UEFA, partite che ancora oggi possono realizzarsi previo il solo accordo tra le due federazioni che si andranno ad affrontare. Premi in denaro per la vittoria, divisione dell’incasso, diritti televisivi, sono tutti fattori a discrezionalità delle contendenti. Per contro le amichevoli valgono solo il 40% di un match per una competizione ufficiale in termini di assegnazione punti per il ranking, questo oltre al problema apicale: a nessuno interessa vedere una partita (aka massacro) tra una nazionale nella top 10 e la rappresentativa di un paese più piccolo della provincia di Roma.

Eppure negli anni abbiamo assistito a tante sfide che hanno viste coinvolte Malta, Liechtenstein, Gibilterra, Faerøerne, Lussemburgo, Andorra, San Marino… Con la Nations League sarà quasi certamente impossibile che Germania, Francia, Italia e tutte le altre federazioni di punta della UEFA si vadano a scontrare con queste piccole realtà nel corso del torneo: servirebbe che nel medio lungo periodo le grandi cadono in miseria o le piccole si rendano protagoniste di incredibili (nel senso che nessuno lo crede possibile) exploit.

Il regolamento

Perché diciamo questo? Perché da regolamento il torneo si profilerà in questo modo: partecipano tutte e 55 le rappresentative delle federazioni UEFA, raggruppate in 4 leghe (A-B-C-D) da 4 gironi cada uno. La formazione delle leghe della prima edizione sarà la seguente:

Lega A:

Gruppo 1: Olanda, Francia, Germania; Gruppo 2: Islanda, Svizzera, Belgio; Gruppo 3: Polonia, Italia, Portogallo; Gruppo 4: Croazia, Inghilterra, Spagna.

Lega B:

Gruppo 1: Rep. Ceca, Ucraina, Slovacchia; Gruppo 2: Turchia, Svezia, Russia; Gruppo 3: Irlanda del Nord, Bosnia, Austria; Gruppo 4: Danimarca, Eire, Galles.

Lega C:

Gruppo 1: Israele, Albania, Scozia; Gruppo 2: Estonia, Finlandia, Grecia, Ungheria; Gruppo 3: Cipro, Bulgaria, Norvegia, Slovenia; Gruppo 4: Lituania, Montenegro, Serbia, Romania.

Lega D:

Gruppo 1: Georgia, Lettonia, Kazakistan, Andorra; Gruppo 2: Bielorussia, Lussemburgo, Moldova, San Marino; Gruppo 3: Azerbaijan, Bielorussia, Malta, Kosovo; Gruppo 4: Macedonia, Armenia, Liechenstein, Gibilterra.

Possono vincere il torneo solo le prime qualificate di ogni girone della lega A che si sfideranno in una doppia semifinale e poi nella partita conclusiva dove la vittoriosa alzerà il trofeo. Le ultime classificate nei gironi retrocederanno in lega B in favore delle prime 4 squadre classificatesi in quest’ultima, stesso rapporto promozioni-retrocessioni anche per lega C e D. Le squadre sono state ordinate così in base al loro ranking, dopo questa prima edizione entrerà in vigore la totale meritocrazia, ecco perché sarà dura assistere a un derby come Spagna-Andorra nell’ambito del torneo.

Quattro posti per Euro 2020

La Nations League si disputerà ogni due anni per colmare l’anno di distanza che intercorre tra un europeo e un mondiale, anche se molti non la ritenevano una necessità. Per dare nervo al torneo la UEFA ha deciso che 4 posti al prossimo Europeo saranno assegnati tramite la Nations League. Come? Ogni lega esprimerà le sue migliori 4 squadre, se tra queste quattro vi sono formazioni già qualificate allora lasceranno il posto alla squadra della stessa lega che non si è qualificata ed è prima per ranking (francamente una complicazione senza senso in un regolamento cervellotico ma logico).

A questo punto le migliori 4 di ogni lega disputeranno semifinali e finale per decretare quali 4 formazioni andranno a Euro 2020, primo europeo itinerante della storia. Secondo il regolamento avranno un posto garantito sia le squadre della lega C che della D, ergo due posti per le ultime 31 squadre del ranking UEFA.

Cosa aspettarsi dalla UEFA Nations League

Innanzitutto che si plachino le polemiche sulle “inutili” amichevoli troppo poco competitive: per il piacere del presidente UEFA Platini le federazioni affiliate hanno firmato la risoluzione di Astana durante la quale non solo si è tenuta a battesimo la nuova competizione ma si sono fissati i piani anche per il futuro immediato. Insomma, tutti d’accordo, il torneo ha i placet che gli servono per procedere senza rimostranze.

Alcune squadre potrebbero smettere di giocare amichevoli, sicuramente ne vedremo molte meno a livello continentale e magari di più contro squadre di altri continenti. Meglio così per tutti, soprattutto perché a partite più avvincenti seguirà più attenzione da parte delle televisioni e conseguente aumento dei diritti tv, un’attenzione già ricevuta dai bookmakers che non hanno mancato di accogliere nei loro palinsesti questo nuovo evento su cui puntare.

I problemi potrebbero sorgere soprattutto con il regolamento; in primis c’è l’assenza della VAR, una tecnologia che essendo quasi infallibile chiede a gran voce di essere uniformata a tutte le gare ufficiali di un certo livello. Altro problema è il concetto di “meritocrazia”: le squadre che retrocederanno da una lega all’altra potrebbero essere largamente favorite alla vittoria del girone futuro e di tutta la lega, la qual cosa potrebbe creare dei percorsi facilitati per la qualificazione agli europei che alcune formazioni potrebbero furbamente considerare. In ogni caso questa UEFA Nations League è ancora una terra straniera di cui poco si conosce, speriamo solo che la scoperta si riveli stimolante, per lo meno quanto gli highlight delle prime giornate disputate sembrerebbero suggerire.

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