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Scontri Marsiglia-Napoli, la testimonianza di un tifoso azzurro sui tafferugli

Non si spegne la eco sulla guerriglia pre e post partita Marsiglia-Napoli. A spiegare meglio l’accaduto ci ha pensato un tifoso azzurro che era presente al Velodrome: “Era tutto annunciato – denuncia il supporter azzurro – eppure ci siamo trovati nel caos. Nessun percorso definito per noi, niente indicazioni. L’autista del pullman è arrivato allo stadio senza trovare alcun cartello che indicasse un percorso per i tifosi del Napoli, che lo aiutasse a capire come arrivare allo stadio”.

Perché il pullman con sopra i tifosi del Napoli è arrivato alle 16.30 di martedì pomeriggio: “Siamo giunti allo stadio – continua il racconto il tifoso partenopeo – passando da uno dei posti di ritrovo degli ultrà del Marsiglia e ci siamo trovati al cancello 3, dentro un grande parcheggio.  All’inizio nessun problema. Siamo rimasti lì dentro un’oretta da soli, nel senso che non si è visto nemmeno un poliziotto. Però in giro c’erano solo pochi tifosi del Marsiglia e ci sono stati solo cori e sfottò. I problemi sono cominciati dopo quando sono arrivati anche gli altri pullman”.

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Pochi istanti ed è stato il caos perché la zona era molto vicina a quella dove erano i tifosi di casa: “E’ arrivata anche la Polizia e loro hanno cominciato a cercare di venirci addosso. In pochi sono riusciti a superare la barriera degli agenti, ma a quel punto c’è stato il caos perché anche i tifosi del Napoli hanno reagito e sono stati 20 minuti da inferno. Fumogeni sparati ad altezza uomo, manganellate, teste rotte e sangue ovunque”.

Poi nello stadio qualche tentativo di scaramuccia, ma il grosso è arrivato alla fine anche se i pullman con cui sono arrivati i tifosi azzurri in Francia sono stati scortati fino all’imbocco dell’autostrada, ma ora che succederà il prossimo 6 novembre a Napoli?

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Scritto da Nicola Salati

Giornalista professionista dal 2009, ma più che un lavoro per me è una passione visto che ho iniziato a collaborare con i giornali locali a sedici anni e a 18 anni ero già pubblicista. Attualmente collaboro con il quotidiano Metropolis e poi ho iniziato questa nuova avventura che sta dando i frutti sperati...il mio motto? "L'umiltà deve essere sempre al primo posto per chi vuole intraprendere questa professione".

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