Zuniga e Behrami Infortunati: le discordanze nei tempi di recupero

Il rientro dall’infortunio per Camilo Zuniga sta diventando sempre più enigmatico, complice anche una poca chiarezza in fase di comunicazione da parte della società. Da quanto si apprende dalle notizie in riferimento agli ultimi allenamenti, la guarigione post-operazione del terzino colombiano starebbe procedendo al meglio, come da programma nella tabella del recupero stilata dallo staff medico del Napoli.

Ciò che suscita più di qualche perplessità è però la discordanza di opinione avvenuta nei giorni appena successivi all’operazione del calciatore azzurro tra la società partenopea, che aveva rassicurato tutti in merito al rientro dello stesso nelle ultime uscite prima della sosta natalizia, ed il dottor Mariani, che lo aveva operato lo scorso ottobre e che aveva immediatamente raffreddato gli animi affermando alla stampa locale che i tempi del rientro sarebbero stati più lunghi del previsto, paventando addirittura la possibilità che l’esterno azzurro non sarebbe mai tornato quello che tutti hanno imparato ad apprezzare.

In maniera del tutto parallela, seppur con qualche mese di ritardo, cosa simile è successa a Valon Behrami ma con risultati chiaramente diversi. Non ci riferiamo tanto all’assenza dal campo di gioco o alla trasparenza della società azzurra in merito alla vicenda in quanto, per entrambi i calciatori, non è stata mai comunicata alcuna data certa del rientro ma è palese di come ci sia stata una gestione della situazione in maniera completamente diversa per i due calciatori.

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In particolare modo, nel caso del centrocampista svizzero, la rinuncia all’operazione sotto consiglio di uno specialista, ha chiaramente fatto sì che i tempi del recupero si riducessero drasticamente. Viene quindi da pensare che dietro i motivi di un così differente comportamento di due atleti della stessa società, vi siano stati interessi (per così dire) differenti.

Partiamo dal presupposto che, nel caso di Behrami, la tipologia dell’ infortunio era di una più semplice analisi, considerando la natura dello stesso dovuto fondamentalmente ad un trauma contusivo. Discorso diverso invece per Zuniga, il quale era stato sottoposto ad un delicato intervento visti i postumi di una meniscectomia, per stessa ammissione del dottor Mariani, risalente a 7-8 anni prima. La coincidenza, che rende il tutto più “piccante”, è la decisione del terzino colombiano di aver voluto sostenere questa operazione poche settimane dopo aver firmato il rinnovo contrattuale con il Napoli nel quale, peraltro, era stato previsto un importante aumento economico.

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Se poi si aggiunge, la partecipazione da protagonista della Colombia ai prossimi Mondiali, forse il quadro comincia a delinearsi sempre però fin troppo lentamente, per colpa, e questo va detto, di una società troppo poco trasparente e chiara non solo nei confronti della stampa ma, soprattutto, verso i suoi tifosi. A questo punto, non resta che aspettare e sperare che il rientro di Zuniga avvenga il prima possibile non solo per porre fine a tutte le polemiche che ne stanno conseguendo ma anche (ed è forse la cosa più importante) per la mancanza di alternative sulla corsia di sinistra, dove sia Reveillere che Armero stanno faticando a convincere.

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