Verona-Napoli 2-0, i Top e i Flop della 27a Giornata di Serie A 2014-15

L’unica scelta azzeccata di ieri sembra essere quella della maglia bianca, costume perfetto per il ruolo di agnellini messo in scena dall’undici di Benitez. Finisce 2-0 per il Verona al Bentegodi con doppietta di Toni e una prestazione inqualificabile da parte degli azzurri. Assenza totale di gioco, condizione fisica precaria, intensità distante anni luce da quella degli avversari, apparente mancanza di fame di vittoria, personalità e mentalità da grande squadra.

Difficile digerire una prestazione simile contro un avversario con cui la rivalità è così accesa, triste pensare che il secondo posto (ampiamente alla nostra portata fino a due giornate fa) possa diventare un miraggio da stasera. Inquietante poi il pensiero che addirittura la terza posizione non sia più da dare per scontata.

I FLOP:

FAOUZI GHOULAM & GIANDOMENICO MESTO: dagli esterni della retroguardia azzurra arrivano guai cui i centrali non riescono a far fronte. Sistematicamente battuti nell’uno contro uno, inconsistenti (se non dannosi) nella metà campo offensiva e colpevoli su entrambi i gol dei veneti. Imprecisi nei fraseggi più semplici, disastrosi nei cross. Prestazione imbarazzante.

DAVID LOPEZ: lo si è sempre descritto come un giocatore tecnicamente non eccellente, ma dotato di fisicità e sostanza, dal rendimento costante. Questa sera non filtra a beneficio della difesa, non recupera palloni e non morde le caviglie dei centrocampisti veronesi, ai quali può solo leggere la targa quando mettono il turbo. Quando si tratta di impostare poi, pare che abbia indossato le scarpe alla rovescia.

JONATHAN DE GUZMAN: Continua il suo periodo di flessione. Per nulla incisivo in fase offensiva e impreciso nelle giocate. Quando si trova in giornate come queste, sembra di giocare con un uomo in meno. Dopo Mertens e Inler… un po’di riposo anche per lui?

MAREK HAMSIK: Dispiacere enorme nel vederlo giocare così. Da lui è lecito attendersi molto di più, in termini di qualità e soprattutto di leadership in mezzo al campo.

RAFA BENITEZ: Le spiegazioni per una prestazione del genere andrebbero chieste principalmente a lui, che manda in campo una squadra per nulla motivata e assolutamente carente sul piano agonistico. Impensabile regalare sempre il vantaggio agli avversari e attendere il 20’della ripresa, in svantaggio di due reti, per provare la mossa della disperazione mettendo in campo Higuain. Che fosse necessaria una scossa era evidente già alla fine del primo tempo: perché non cambiare da subito le carte in tavola? Perché buttare nella mischia Gabbiadini a soli 10 minuti dalla fine? Che sia un grande allenatore è fuori discussione: in questo a traghettare il Napoli verso acque più serene ci si aspetta sia principalmente lui.

I TOP:

– NON PERVENUTI…  Ci aspettiamo di ritrovarli a Mosca e soprattutto fra una settimana al San Paolo: arriva l’Atalanta, squadra alla quale i tifosi non sono soliti associare brillanti prestazioni degli azzurri.

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Scritto da Nicola Salati

Giornalista professionista dal 2009, ma più che un lavoro per me è una passione visto che ho iniziato a collaborare con i giornali locali a sedici anni e a 18 anni ero già pubblicista. Attualmente collaboro con il quotidiano Metropolis e poi ho iniziato questa nuova avventura che sta dando i frutti sperati...il mio motto? "L'umiltà deve essere sempre al primo posto per chi vuole intraprendere questa professione".

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