Ultras Juve e ‘Ndrangheta, Agnelli depone alla Procura di Torino

Andrea Agnelli "chiude l'indagine" sui rapporti 'ndrangheta-Juventus riguardo la vendita dei biglietti

Il presidente della Juventus, Andrea Agnelli, fa chiarezza sulle accuse di collaborazione con la malavita organizzata calabrese, la ‘Ndrangheta, e sul presunto controllo del bagarinaggio dei biglietti allo Juventus Stadium da parte di questa.

Il numero uno della società bianconera ha rilasciato una deposizione riportata per iscritto negli atti di chiusura dell’indagine, confermando indirettamente le accuse mossegli contro dai Pm di Torino, Monica Abbatecola e Paolo Toso, secondo le quali la ‘ndrangheta calabrese sarebbe stata responsabile della vendita illegale di biglietti ad esponenti della Curva Sud bianconera.

Infatti Agnelli smentisce l’accusa, affermando che i ticket sono stati venduti a norma di legge, ma allo stesso tempo spiega che “certi contatti” sono inevitabili per mantenere il controllo dell’ordine pubblico: “Il mantenimento dell’ordine pubblico soggiace a volte a delle necessità che, pur malvolentieri accettate, perseguono uno scopo primario: appunto il mantenimento dell’ordine pubblico. Ma devo ribadirlo con fermezza, i biglietti oggetto di vendita riguardavano esclusivamente persone che guidano il tifo organizzato e rispetto alle quali nessun dipendente Juventus ha mai nutrito il benché minimo sospetto, anche solo di collusioni con associazioni criminali”.

Dunque, il presidente bianconero scagiona il suo operato, insieme a quello del dg Giuseppe Marotta e di Alessandro D’angelo, quest’ultimo, security manager della Juve, protagonista di una chiamata con Rocco Dominello, intercettata: “È una persona che conosco da sempre, di mia fiducia e che mi dà, nell’inevitabile confronto con i gruppi, dimostrazione di correttezza e soprattutto di onestà». Il compito di responsabile della sicurezza Juventus, sottolinea il presidente bianconero, è «estremamente impegnativo in seno alla società, perché comporta necessariamente il contatto con personaggi particolari, che comunque per la legge italiana hanno diritto di accedere allo stadio in quanto non presenti nella black list dei soggetti sottoposti a Daspo.

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