Taglia – Vento, infuria la bufera, Dries rotto eppur bisogna andar

È un invito alla Resistenza quello che voglio rivolgere oggi a tifosi e giocatori azzurri, amareggiati e delusi da una mezza settimana sfortunata. Le sfide con il Porto e con la Fiorentina avrebbero dovuto segnare la svolta della stagione, nel bene o nel male. Dal punto di vista dei risultati, c’è il trionfo del male. Ma da quello del gioco e dell’impegno, la squadra si è dimostrata all’altezza di tutte le avversarie.

Superiore anche al Porto per un tempo e alla Fiorentina, nonostante fosse in 10 uomini per una decisione arbitrale troppo affrettata. Il nostro spirito un po’ “piagnone” viene fuori quando si sente dire: “se abbiamo fortuna, noi la paghiamo sempre, mentre altre squadre (a strisce, per esempio) no”. Ma il napoletano si sa, è passionale, e il dolore della sconfitta tende a gettare ombre scure e pessimismo su tutto. È vero, nelle ultime due gare non ci è girata bene, al netto dei nostri soliti errori e distrazioni centrocampo-difensive. Svarione svizzero in un caso, castroneria del portiere spagnolo nell’altro: le disfatte sono nate da questi due input.

Fatto sta che giovedì sera mi sono intossicato nel secondo tempo la splendida linguina allo scoglio preparata con grande abilità tecnica e in tempo record da Lello, giù al club Napoli Vanchiglia. Un quarto d’ora d’estasi durante l’intervallo, sognando la finale di Torino, e poi la dura realtà. Stessa scena domenica pomeriggio contro la Fiorentina: caffè più graffetta rovinati dal gesto che ha mostrato la vocazione difensiva di Reina: un vero e proprio cambio di ruolo. Come quello di Callejon sulla fascia: meglio di Maggio! Anche Henrique dietro non si è comportato male…Encomiabile Higuain, anche se nervoso per le occasioni sciupate, Insigne purtroppo si perde nel suo narcisismo e nell’inconsistenza.

Degli svizzeri (e di Aurelio) non parlo per rispetto della Convenzione di Ginevra. Non è comunque il caso di gettare lo stadio con tutti i topi dentro, come dice qualcuno, però. Certo le ambizioni si riducono… ma resta ancora una Coppa e un campionato da salvare, guardandosi le spalle e perché no, sperando in un passo falso dei giallorossi. Speriamo Mertens torni presto, insieme al Marekiaro di una volta. Dalle foto postate dagli amici partenopei si vede neve sul Vesuvio, proprio come sul Monviso. E da Torino sempre Forza Napoli!

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Lino Mergel è un provinciale. Venuto al mondo in un paesino in provincia di Salerno, ai confini con Irpinia e Lucania, la sua nascita è stata un vero terremoto. Da quell’anno, manco a dirlo il 1980, getta le sue radici in provincia di Napoli, zona flegrea, dove la sua famiglia vive già da tempo. La sue scuole sono il cortile del palazzo, il vicolo, e poi la grande città, dove studia e di cui si innamora, ma ne è più volte respinto nonostante i vani tentativi di conquistarla. Dopo qualche piacevole anno di precariato matto e disperatissimo, e alcune sortite in avanscoperta, l’ultima migrazione risale a 4 anni fa: ora Lino vive e lavora a Torino, diffondendo in tutto il nord l’uso del “uè”. Tifoso del Napoli, non ama i giochi di parole.