Stadio San Paolo, la licenza a scadenza ridotta

Incredibile, paradossale, assurdo: non mancano di certo gli aggettivi per commentare la notizia lanciata poche ore fa da Il Mattino: la licenza per la gestione del San Paolo, stadio delle partite interne del Napoli, viene rinnovata ogni tre giorni dal comune al club partenopeo.

Non è uno scherzo, purtroppo, ma è prassi che va avanti da diverso tempo, e che finora non ha prodotto conseguenze colleterali per i partenopei. Ma immaginiamo per un attimo cosa potrebbe succedere se giovedì, a due giorni da Napoli-Chievo, dovesse esserci un qualsiasi impedimento (uffici della pubblica amministrazione chiusi, problemi informatici, scioperi) che non consenta in tempi brevi il rinnovo della licenza: la società di De Laurentiis, in tal caso, potrebbe incredibilmente essere costretta a giocare su un campo neutro a causa di questo accordo a dir poco insensato. Non esattamente una bella situazione per la capolista del campionato.

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Scritto da Giorgio Billone

Sono nato a Palermo il 17/06/95 e da allora sono diventato un appassionato di calcio a 360°, amante delle statistiche e alle curiosità legate al mondo del pallone, esperto di Sport in tv.

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