Squalificate le Curve della Roma per Cori Razzisti

Squalificate le Curve della Roma per cori razzisti. Questa la decisione del Giudice Sportivo Gianpaolo Tosel a seguito dei persistenti cori di chiaro stampo razziale che i supporter giallorossi hanno ieri sera riservato al Napoli e ai napoletani presenti allo stadio Olimpico per assistere alla semifinale di andata della Coppa Italia. La decisione è stata presa sul fatto che a intonare i cori è stato più della metà dello stadio visto che si precisa nella nota ufficiale: “la Curva Sud era completamente piena, mentre l’altra lo era per 2/3”.

Questi i fatti come sono stati raccontati dai tre rappresentanti della procura dislocati sul campo: “Tutti e tre i rappresentanti percepivano in modo chiaro e forte il coro ‘lavali lavali lavali col fuoco o Vesuvio lavali col fuoco’ intonato dai tifosi romanisti della Curva Sud intera al 15’ del primo tempo e al 46’ del secondo tempo. Analogo coro proveniente dalla Curva Nord, al 2’ del primo tempo veniva percepito chiaramente dai due rappresentanti situati verso la Curva Nord e al centro del campo. Tale coro era intonato da una parte dei tifosi che occupava la fascia di curva più prossima al settore ospiti. Identico coro intonato al 30’ del secondo tempo veniva percepito dal rappresentante più vicino alla Curva Sud e interessava l’intera curva”.

Il Giudide quindi avendo ritenuto il comportamento discriminatorio e essendo la Roma già gravata della stessa violazione nella gara di campionato dello scorso 8 ottobre ha deciso di “…sanzionare la Roma con un’ammenda di 50mila euro” e di “…obbligare la stessa società capitolina a disputare una gara con i settori Curva Sud e Curva Nord privi di spettatori”. Contestualmente è stata disposta la revoca del provvedimento siglato lo scorso 21 ottobre.

Scritto da Nicola Salati

Giornalista professionista dal 2009, ma più che un lavoro per me è una passione visto che ho iniziato a collaborare con i giornali locali a sedici anni e a 18 anni ero già pubblicista. Attualmente collaboro con il quotidiano Metropolis e poi ho iniziato questa nuova avventura che sta dando i frutti sperati...il mio motto? "L'umiltà deve essere sempre al primo posto per chi vuole intraprendere questa professione".

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