Shakhtar-Napoli 2-1: Analisi errori commessi dagli azzurri

Shakhtar-Napoli ha visto gli azzurri uscire sconfitti per 2-1. Sono tante le lacune mostrate dagli uomini di Mister Sarri ieri sera: eccole!

Il Napoli ha steccato l’esordio ai gironi di Champions League contro lo Shakhtar Donetsk. Prestazione sottotono e di basso profilo degli uomini condotti da Maurizio Sarri che si vedono già costretti ad inseguire gli ucraini e il City in classifica. Il prossimo impegno europeo dei partenopei è quello casalingo contro il Feyenoord. L’analisi degli errori commessi ieri sera dagli azzurri in Shakhtar-Napoli è offerta da Calciomercato.Napoli.it.

Il primo a finire sul bancone degli imputati per la sconfitta in Ucraina è il tecnico Sarri. L’allenatore toscano ha preferito dal primo minuto un centrocampo piuttosto leggero, incapace in certe circostanze di arginare le rapide ripartenze dei padroni di casa. Zielinski e Hamsik, infatti, sono poi stati sostituiti da Sarri. Probabilmente sarebbe stato meglio inserire dal primo minuto la coppia Allan-Zielinski o addirittura Rog al posto del polacco. Un centrocampo muscoloso, capace di interdire con più efficacia le accelerazioni degli ucraini avrebbe fatto, probabilmente, molto più comodo al Napoli.

La lente d’ingrandimento a mente fresca non può non focalizzarsi su Pepe Reina. Lo spagnolo, bravo a scongiurare due palle gol per lo Shakhtar, si rende protagonista di un’indecisione fatale nel secondo tempo regalando il 2-0 agli avversari. Sbilenco, poi, nei successivi interventi. L’età si fa sentire. Fa troppo rumore, inoltre, il 4,5 rimediato in pagella, ancora una volta, da Marek Hamsik. Il capitano azzurro dovrebbe assaggiare un po’ di panchina. Un fuoriclasse come lui non può accontentarsi di soli passaggi arretrati e giocate sotto la sufficienza. Deve risorgere.

Shakhtar-Napoli, azzurri Mertens-dipendenti?

Il grande escluso della serata in Ucraina è stato Dries Mertens. Il suo ingresso tardivo ha cambiato l’inerzia della gara, senza riuscire però a riprenderla E’ uno degli unici a salvarsi nell’incubo di Khariv. Milik in attacco è troppo statico, non gli si possono assegnare troppe colpe, ma il Napoli sembra davvero dipendente dal folletto belga. Senza di lui in campo il gioco non è lo stesso. Manca imprevedibilità, manca velocità e soprattutto le conclusioni in porta scarseggiano. Un Insigne troppo sufficiente non può bastare. Callejon sembra stanco tanto da lasciare più volte scoperta la fascia occupata anche da Hysaj, che soffre maledettamente le spinte di Taison.

Nonostante la pigra prestazione di ieri sera, gli azzurri proveranno a rialzarsi partendo dal Benevento in campionato. Il cammino europeo è appena iniziato e il Napoli, va ricordato, non perdeva dal 7 marzo contro il Real Madrid. Ora bisogna pensare al futuro, senza commettere lo stesso errore di ottobre dell’anno scorso. Settembre e ottobre saranno mesi intensi. Gestire al meglio le energie, gli uomini e i cambi sarà compito di Mister Sarri che non potrà più commettere errori di formazione pari a quelli di Khariv.