Risale a 6 anni fa il primo caso contestato legato alla produzione delle immagini televisive durante le partite di calcio, quella che ha contribuito a far esplodere la polemica tra Juventus e Milan dopo il gol di Tevez. Coinvolse l’Avellino, alla sua ultima stagione sotto la denominazione Us, e il suo giocatore più rappresentativo, Roberto De Zerbi.

Era la sera del 17 marzo del 2009 e gli irpini di Sasà Campilongo, penalizzati, ultimi in classifica ma decisi a non mollare, erano ospiti del Frosinone di Piero Braglia. La partita viene ricordata per la doppieta di Eder, per le numerose parate del portiere ciociario Pierluigi Frattali, attuale secondo di Gomis in biancoverde, ma soprattutto per il gol annullato a De Zerbi sull’1-0; un gol che solo chi era sintonizzato in diretta su Sky Calcio durante la partita riuscì a vedere.

Il fantasista bresciano imitò Maradona e Recoba segnando direttamente da calcio d’angolo ma Gava di Conegliano Veneto annullò per motivi poco comprensibili. Nelle immagini del post partita e negli hi-lites di fine match l’episodio non venne inserito pur essendo piuttosto importante sia per il gesto tecnico del calciatore sia per l’apparente svista dell’arbitro.

La vicenda fece discutere non poco anche perché si era agli albori della nuova era, quella in cui le telecamere delle emittenti non esclusiviste venivano “sequestrate” prima del match e restituite agli operatori in sala stampa per il post partita.

Le immagini salienti venivano e vengono tuttora inviate alle emittenti che ne fanno richiesta e che pagano per ottenerle. Già all’epoca vennero avanzati molti dubbi su tale sistema che apparve subito limitativo della libertà, in grado addirittura di censurare e negare eventuali episodi imbarazzanti per cancellarli dagli schermi televisivi.