Rossi contro Marquez, a Sepang lo scontro continua: veleni sullo spagnolo

Difficilmente in questa sede ci siamo occupati di Moto Gp ma stavolta, con lo scontro Rossi-Marquez sullo sfondo, qualcosa bisognerà pur dirla. Si perché valentino è stato chiarissimo: in ballo non c’è solo la MotoGp ma i valori dello sport, in toto. Quei valori per i quali noi napoletani abbiamo sempre combattuto forse più di ogni altro.

Marquez si lamenta per il calcio ricevuto da Rossi che, secondo la “versione ufficiale”, avrebbe condotto il suo avversario fuori strada. In realtà, a rivedere le immagini dall’alto e a sentire le dichiarazioni sembra che la squalifica comminata a Valentino Rossi sia almeno esagerata.

L’analisi forse più precisa è quella pubblicata dal Il Sole 24 Ore ma proviamo a capire cosa possa essere accaduto per davvero tra Marquez e Rossi. Secondo il noto quotidiano economico i punti da considerare prima di arrivare ad affermare con assoluta certezza le responsabilità di Valentino Rossi, sono almeno 4.

  1. Nella sanzione non si parla di calci ma si dice solo che Rossi “ha deliberatamente portato l’avversario fuori traiettoria”. Che il calcetto non possa determinare la caduta sembra dunque pacifico;
  2. Dalle riprese dall’alto si evince che Marquez è in caduta ancor prima che Rssi rifili il calcio all’avversario;
  3. Le dichiarazioni di Valentino sono ricche di contenuti: “Marc mi colpisce alla coscia sinistra con il manubrio destro e comincia a scivolare, solo dopo io perdo il piede sinistro dalla pedana. Io volevo solo rallentarlo, non è stato un fallo di reazione.Non volevo farlo cadere. Se gli avessi voluto tirare un calcio l’avrei fatto 40 metri prima quando eravamo attaccati.”
  4. Una moto gp non cade con una pedata.

I veleni continueranno senza dubbio ad inondare il MotoGp ma ciò che è certo è che le parole di Rossi a Sky lasciano l’amaro in bocca: “Il mio non è stato un fallo da reazione non sono arrivato lì perché volevo dargli un calcio per farlo cadere. Volevo dirgli “oh fai basta, perché basta!” Volevo solo rallentarlo e mandarlo fuori traiettoria non farlo cadere, si vede chiaramente dalle immagini che lui mi tocca col manubrio sulla gamba e cade prima che io tolga il piede dalla pedana. E’ stato un epilogo brutto, brutto finire così. Marquez si è messo in testa che voleva decidere lui chi vinceva il mondiale. Queste cose le abbiamo viste pochissime volte nello sport, secondo me ha fatto una bruttissima figura.”

Scritto da Massimo Esposito

Napoletano di nascita e cilentano d'adozione, è appassionato di letteratura sportiva e del Calcio Napoli. Nasce economista per svista con la grande necessità di comunicare e di trasmettere. Di condividere e di parlarne. Il tempo libero (spesso troppo) è dedicato alle sue grandi passioni, tra cui i cani. Massimo Esposito su Twitter

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