Rizzoli Arbitro pro Juve, Lo Bello: “Un Don Abbondio a favore dei più forti”

La tocca piano Rosario Lo Bello, ex arbitro attivo dalla metà degli anni ’70 fino ai primi ’90, figlio d’arte dell’ancor più famoso Concetto Lo Bello che “imperversò” nel calcio nostrano negli anni ’60. Infatti, in una intervista rilasciata a Itasportpress commenta gli episodi di Juventus-Inter ed in particolare i due rigori reclamati dai nerazzurri, senza mandarle a dire all’arbitro Rizzoli.

Secondo l’ex arbitro di Siracusa, l’appassionato abbraccio in area di Lichsteiner a D’Ambrosio è rigore al 100%, mentre si potrebbe discutere, invece, sull’intervento di Mandzukic su Icardi. Il primo intervento, secondo Lo Bello, arbitro con 10 anni di esperienza internazionale, non ammette né dubbi né discussioni: è evidentemente rigore a tutti gli effetti. Il secondo intervento, invece, benché estremamente rischioso, è però un intervento che vede il croato toccare prima la palla e successivamente franare sull’attaccante, non potendo fermare la sua inerzia.

E fin qui, direte voi, nulla di particolare. Un arbitro, molto stimato a livello internazionale, ha dato una sua opinione riguardo a due episodi “dubbi” accaduti ieri durante l’incontro allo Stadium. Quello che però poi fa veramente scalpore è la secchezza con cui il Signor Lo Bello ha risposto quando gli è stata richiesta un’opinione riguardo la direzione di gara di Rizzoli. Se in un primo momento l’ex direttore di gara ha cercato di evitare una risposta diretta, una volta incalzato si è espresso senza mezzi termini considerando l’arbitro bolognese, giudicato a torto o a ragione i miglior arbitro italiano del momento, come un arbitro veramente mediocre.

Non contento di questa stoccata, Lo Bello ha continuato dichiarando che come lui la pensano molti sui ex colleghi e che questo giudizio deriva dalla quantità di errori che costellano gli incontri diretti da Rizzoli, nonostante sia stato arbitro di numerosi incontri di alto livello e di finali e, aggiungiamo noi, sia stato eletto miglior arbitro mondiale sia nel 2014 che 2015. Giusto per “svelenire” un attimino, Lo Bello ha quindi definito l’arbitro Rizzoli “il Don Abbondio dei fischietti italiani, che sbaglia tanto e spesso a favore della Juve“, richiamando anche il fatto che sui Social spesso Rizzoli è ritratto con la maglia bianconera.

Ha poi proseguito ricordando il tanto discusso episodio del derby di ritorno della scorsa stagione, quando Bonucci fu particolarmente aggressivo con Rizzoli, il quale però dichiarò che il giocatore bianconero non gli diede una testata. Probabilmente, secondo invece l’arbitro siciliano, il direttore di gara bolognese si stava attendendo una manifestazione d’affetto o perfino un bacio. In conclusione Lo Bello si è domandato come mai, pur commettendo tutti questi errori durante le sue direzioni, l’arbitro Rizzoli abbia ottenuto la deroga per proseguire l’attività nonostante i raggiunti limiti d’età.

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Intendiamoci, qui nessuno si stupisce delle critiche di Lo Bello, quello che invece fa specie è la schiettezza con cui l’ex arbitro siciliano si è espresso “poco favorevolmente” nei riguardi di Rizzoli. Ci si chiede anche se c’è qualche “maretta” tra i due, perché raramente si è visto un attacco così diretto e schietto nel mondo del calcio nostrano e tanto meno nell’ambiente arbitrale italiano, sempre così blindato e arroccato nei suoi silenzi che certamente non hanno fatto bene a questo amatissimo sport.

Se non si è tifosi della Juventus e quindi obnubilati dal tifo, difficilmente si potrà avere una cattiva opinione dell’operato di Rizzoli, e non si parla esclusivamente della partita di ieri sera, ma in genere. Lo Bello ha citato l’episodio di Bonucci, ma se ne potrebbero citare molti altri che hanno lasciato un po’ di dubbi sull’operato dell’arbitro felsineo. Questo non sta a significare che il signor Rizzoli abbia un occhio di riguardo per i bianconeri, se mai è un caso di sfortuna, ma sulle effettive capacità di Rizzoli e di tutta la classe arbitrale italiana ormai i giudizi del mondo del calcio, e non solo quello italiano, sono molto negativi.

Certo, quanto avvenuto nel 2006, e cioè da Calciopoli in poi, ha incrinato la fiducia incondizionata che si deve nutrire nei riguardi di chi è giudice super partes, ma il cronista qui non vuole assolutamente alimentare dietrologie né tanto meno sospetti basati sulle parole del Signor Lo Bello il quale, sicuramente, ha voce in capitolo per dire la sua, ma che probabilmente verrà messo nelle condizioni di dover “rivedere” un minimo le sue posizioni, onde evitare querele. Ma forse questa “strigliata” farà bene al Signor Rizzoli e accenderà qualche lampadina d’attenzione al Signor Nicchi, perché, come si dice a Milano, A furia de tirala, porca Peppa, anca ona bona corda la se sceppa [non abusare della pazienza degli altri perché come una buona corda, se la tiri troppo si rompe].