Rivalità Napoli-Avellino, ecco perché non esiste

Sulla rivalità tra Napoli ed Avellino si è detto e scritto tutto. In molti si sono più volti “sentiti in dovere” di dire la loro, di sparlare e di “scansare” quel silenzio che senza dubbio avrebbe condotto a risultati migliori. In molti affollano le bacheche di Facebook di commenti, spesso offensivi e denigratori, da una parte e dall’altra (Calciomercato Napoli ed Avellino Calcio Mania, la pagina fan dei tifosi biancoverdi e di Avellino Calcio, ne sanno qualcosa). Quando però si parla di cose serie, quando in ballo c’è il dolore di intere famiglie e degli amici … beh, allora la cosa cambia.

Vi proponiamo, a distanza di 9 anni dalla sfida tra Avellino e Napoli del 13 febbraio 2005, che vide i lupi imporsi con un netto 2-0 contro il Napoli fresco di fallimento, un volantino diffuso dagli ultras partenopei per quell’occasione (in realtà fu diffuso tra la tifoseria partenopea una settimana prima, in occasione di Napoli-Reggiana), proprio su quella rivalità che divide ancora (ma forse più sui social che nella realtà) le due tifoserie. Il messaggio è chiaro, chiarissimo. Ma soprattutto è un messaggio pienamente condivisibile.


“La gara da disputare al Partenio rimanda inesorabilmente i ricordi di tutti noi a quella tragica giornata in cui tutto all’improvviso veniva svuotato dai suoi contenuti originali, assumendo sembianze irreali, relegandoci in una profondo stato d’animo tale da non poter essere descritto. La morte di Sergio Ercolano ha segnato in modo irreversibile la nostra tifoseria, ma quella non è l’unica cosa che ricordiamo. Ricordiamo infatti anche il rispetto e la solidarietà che la città di Avellino con i suoi Ultras in testa hanno mostrato in quella occasione, capovolgendo tutti i teoremi bellici preventivati dai saputoni di turno. Forse, disinformazione e strumentalizzazione tra i maggiori colpevoli di quell’episodio. Chiediamo quindi a tutti coloro che si recheranno ad Avellino per assistere alla partita, di farlo in funzione di quell’atteggiamento rispettoso e coerente ricevuto, nel ricordo di SERGIO, di quella serata, e nel nome della nostra città.”

Ormai è passato un altro anno. Il 20 settembre la tifoseria partenopea ricorderà, per l’undicesima volta, la morte di un giovane tifoso partenopeo e lo farà proprio nell’anno di un’altra tragedia, quella di Ciro Esposito, dai contorni e dalle trame assolutamente diverse. Come per Ciro Esposito però, anche per Sergio Ercolano furono buttati al vento litri d’inchiostro, furono dette e scritte parole probabilmente superflue e furono tracciate le linee di una rivalità tra ultras che, di fatto, non esiste o almeno non esisteva in relazione ai fatti del 20 settembre del 2003. La rivalità tra Napoli ed Avellino è una rivalità meramente sportiva che ormai, a differenza di quanto accadeva ai tempi d’oro di Diego Armando Maradona, non può neanche rinnovarsi se non a causa di sporadici gruppetti di tifosi dell’ultima ora che, con la garanzia e la protezione dei social e degli schermi dei pc, non perdono occasione per palesare la propria ignoranza dei fatti.

La verità è che le tifoserie ed i gruppi Ultras, anche nel ricordo di Sergio Ercolano, nutrono profondo e reciproco rispetto: rispetto per i colori e per le città. Rispetto troppo spesso violato da chi probabilmente non conosce le realtà e da chi non sa che le acredini risalgono a tempi ormai remoti e dissolti. Rispetto che dal volantino è assolutamente evidente.

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