Notizie Inter, Sconfitta con l’Atalanta e Addio Champions League?

A questo punto ci vorrebbe un miracolo, anzi forse più di uno. Con la sconfitta per 3-4 di ieri  a San Siro contro l’ottima Atalanta di Colantuono, i nerazzurri con tutta probabilità dicono addio ai sogni europei. Il Milan con il pareggio di Firenze addirittura guadagna un punto ed ora è a +8 dai cugini, una seria ipoteca per il terzo posto.

german denisUna brutta botta per l’Inter, costretta a cedere sotto i colpi di una grande Atalanta. Ma numerose sono state le polemiche nerazzurre: sul 3-1 infatti l’arbitro Gervasoni ha fischiato un rigore inesistente a favore dei bergamaschi che ha indirizzato la partita in quanto innervosito oltremodo gli animi. Da quel momento è salito in cattedra Germain Denis, che ha realizzato una tripletta.

Ma questa è la cronaca; la realtà è che l’Inter in questo momento fatica, sia nei risultati che nel gioco. A dire il vero fino al rigore, la squadra non aveva fatto male (con un Alvarez addirittura sfolgorante, doppietta per lui, e un buon Kovacic), ma dopo l’episodio sopra citato, l’atteggiamento collettivo è diventato come neve al sole.

Una squadra come l’Inter non dovrebbe essere così preda degli eventi. Certo gli alibi sono tanti, l’infortunio di Cassano ha lasciato la squadra senza attaccanti (eccetto Rocchi che comunque bene ha fatto), Ranocchia si è mangiato un goal clamoroso alla fine. Il pareggio sarebbe servito a poco ma forse avrebbe in parte salvato il morale di una squadra in difficoltà.

Onore comunque all’Atalanta, che episodi a parte ha giocato la sua grande partita soprattutto nella ripresa, con uno straordinario Denis (tripletta), un grandissimo Bonaventura, che ha punito l’Inter come all’andata, e una buonissima prestazione di squadra.

A questo punto ai nerazzurri, miracoli a parte, resta solo la coppa Italia, che le permetterebbe anche di raggiungere un posto in Europa. Europa minore, certo, ma tant’è. I tifosi dovranno accontentarsi in vista del mercato di Giugno, che si prospetta ricco di colpi e sorprese. Per rialzare una squadra che deve stare in alto, non certo lì dov’è ora.