Napoli-Verona: usciti fuori dal “tunnel” con 6 bocconcini

“Comme? Aropp’ 30 secondi? No ja, staje pazziann’… e vabbuò, mo nun fa’ accussì… vedrai che si riprende”. Appena fuori Roma, treno affollato per il rientro al Nord. Non faccio neanche in tempo a sistemarmi, che queste parole della mia dirimpettaia, al telefono con “qualcuno di giù”, mi arrivano come una doccia fredda. Scuoto il capo, interrompo la conversazione con un gesto di stizza. “Marò, già stammo abbuscanno?”. Ecco come si fa ad apprendere dell’immediato svantaggio casalingo del Napoli contro il Verona da una conversazione telefonica privata, fra una signora napoletana in viaggio per il Nord e il figlio, a casa nel capoluogo partenopeo. “Il Napoli funziona così”, dice la signora. “Sarebbe stato peggio se avessimo segnato prima noi… si sarebbero sicuramente addormentati. Invece adesso devono lottare”. Attacca il telefono e si rivolge a me, la signora. Adesso ha due figli da consolare.

Mi affido alle sue parole, mentre il treno buca gli Appennini, lasciando poco spazio alle linee telefoniche. Anche stavolta niente radio e internet sul cellulare non prende. La radiolina anni ‘80? A casa. Poco male, mi dico. Preso dallo sconforto, dopo l’ultima solenne “paccariata” in Europa contro una versione svizzera della Juve Stabia, decido di affidarmi a WatsApp. Mimmo mi manda gli aggiornamenti da Napoli. Nella sua infinita bontà mi invia i video, ma non riesco a scaricare! Pareggio? Sì, sì, Marechiaro. Poi il buio. Il treno sfreccia nella quiete della domenica sera, Elena dorme, la signora non si vede più. Forse è andata al bar.

In quel limbo ovattato, col calduccio delle luci al neon e la stanchezza del post-matrimonio degli amici del giorno prima, il pensiero delle mozzarelle, regine del buffet, mi spinge in un sonno profondo, fatto di palloni a forma di bocconcini che si insaccano l’uno dopo l’altro. Al risveglio, la lucina del blackberry lampeggia: il Napoli ha vinto 6 a 2. Una insperata euforia mi impone un risveglio pimpante. Arrivo a casa, mi fiondo in poltrona, c’è la Domenica sportiva. Parleranno subito del Napoli, mi dico, dopo questa vittoria. Passa un’ora e ancora niente. “Il Napoli ha avuto una lieve reazione”, dice Sergio da Napoli. Finalmente passo in rassegna le occasioni e il florilegio di gol con gli occhi sgranati. Ma è over? O sarà ancora l’effetto della mozzarella di bufala? No, no è vero. Tripletta di Higuain, doppietta di Marechiaro, bocconcino di Callejon. Sono tanti, ma sicuramente meno di quelli che mi so’ scofanato al buffet! Forza Napoli sempre!

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Scritto da Lino Mergel

Lino Mergel è un provinciale. Venuto al mondo in un paesino in provincia di Salerno, ai confini con Irpinia e Lucania, la sua nascita è stata un vero terremoto. Da quell’anno, manco a dirlo il 1980, getta le sue radici in provincia di Napoli, zona flegrea, dove la sua famiglia vive già da tempo. La sue scuole sono il cortile del palazzo, il vicolo, e poi la grande città, dove studia e di cui si innamora, ma ne è più volte respinto nonostante i vani tentativi di conquistarla. Dopo qualche piacevole anno di precariato matto e disperatissimo, e alcune sortite in avanscoperta, l’ultima migrazione risale a 4 anni fa: ora Lino vive e lavora a Torino, diffondendo in tutto il nord l’uso del “uè”. Tifoso del Napoli, non ama i giochi di parole.

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