Napoli-Torino 2-1, dal copione scontato alla rimonta pazzesca

Sembrava la solita partita. Sembrava il solito copione. Napoli sciupone, Napoli impreciso, Napoli disattento, Napoli sfortunato. Quagliarella che segna un euro-goal, Gillett, portiere avversario che si riscopre “Superman”, da annoverare tra i calciatori che quando affrontano gli azzurri “cacciano la famosa scienza”, Insigne generoso che dilapida occasioni su occasioni, alcune delle quali clamorose, Higuaín che continua il digiuno e l’astinenza dal goal in campionato, nonostante la foga e la passione.

Ed ancora, Albiol, poco lucido, lento, perde l’uomo, perde tutti i duelli aerei, ombra del difensore della passata stagione, Rafael insicuro e maldestro nelle uscite, ormai una costante, Maggio, scoordinato, commette falli gratuiti, vittima della propria irruenza, e sbaglia costantemente a calibrare i cross. Ed infine la sfortuna nel non riuscire a gonfiare la rete di una porta stregata, tra pali e traverse e salvataggi miracolosi.

Tutti segnali che lasciavano presagire al peggio. Ma il Napoli di ieri sera era tonico, arrembante e voglioso di conquistare una vittoria per continuare un trend iniziato contro il Sassuolo. Gargano e Koulibaly ne erano la prova: monumentali, sempre più indispensabili. E quando meno te l’aspetti, in un’azione ove nemmeno il più accanito degli scommettitori avrebbe investito 1 €, ecco che Lorenzo Insigne realizza un goal di testa, con giustezza e caparbietà.

Proprio lui, alto 1,63 cm, che non ha il colpo di testa come caratteristica principale nel suo bagaglio tecnico. E non è finita qui. Ecco che Callejón, imbeccato stupendamente ancora dal gioiello di Frattamaggiore, oggetto di critiche da inizio della stagione, realizza una rete fortunosa. Molto probabilmente, generoso, il calciatore spagnolo voleva invece fornire un assist al bisognoso Higuaín. E la sua generosità è stata premiata dal caso. Che anche la fortuna, indispensabile in qualsiasi percorso della vita, inizi ad accompagnare gli azzurri in questa stagione? Ben venga “l’aiuto esterno” ma certo è che la compagine azzurra deve ancora limare lacune tecnico-tattiche, tuttora irrisolte. Necessariamente. Ai posteri l’ardua sentenza.

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