Napoli-Roma 1-0, Callejòn fa piangere De Sanctis senza “sconcicarsi”

Il 7 nel destino. Come la sua maglia, finalmente azzurra, e come il posticino dove si è andato a incastonare quel pallone che sapeva di anestetico per spacconi. Se llama Josè Maria Callejon, colui che, con la precisione di un cecchino, ha illuminato la notte incerta del San Paolo, contro una Roma più squadra ma poco incisiva davanti. La mezzaluna disegnata nell’aere dal nostro Ghoulam ha propiziato il colpo da biliardo dell’Ace Ventura partenopeo, che ha fatto piangere l’ex portierone azzurro senza nemmeno “sconcicarsi” il capello.

Un genio assoluto. Ma già dall’arrivo dei tifosi avversari nel settore ospiti, si era capito che sarebbe stata una serata esplosiva. Esaurito in pochi minuti un intero stock di fit fit e miniciccioli, grandi affari per bagarini e fuochisti. Palla nel sette, dura legge del gol, il calcio è bello perché è vario… possiamo dirne tante su quello che si è visto durante la partita. Il nostro centrocampo svizzero assume sempre più la forma della groviera e i nostri difensori… lasciamo perdere. Perché intossicarci quando possiamo gioire di una vittoria immeritata.

E poi lo sberleffo defilippiano di Aurelio ai suoi concittadini: momenti di grande teatro (con riadattamento cinematografico) in tribuna d’onore. E sugli spalti un omaggio all’omaggio di Paolo Sorrentino a Diego Armando Maradona durante la notte degli Oscar. Quasi quasi ne approfitto anch’io. Concludo queste poche, frivole righe ringraziando le mie più grandi fonti di ispirazione: Ciccio di nonna papera, i Cugini di campagna, Giorgio Mastrota e le domeniche d’agosto con la neve. Ah, non dimentichiamoci i compiti per la settimana: un bel caffè nel porto di Porto, grazie! Forza Napoli.

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