Napoli, no ai catastrofismi. Con la Lazio ripartiamo dallo spirito di Insigne

Tifose e tifosi azzurri, calma: lo scenario del match di martedì sera non era il Romeo Menti di Castellammare di Stabia, e quelle che avevamo di fronte non erano le pungenti “vespe” stabiesi… perché questo pessimismo cosmico? Abbiamo giocato in casa di una delle squadre più forti d’Europa, seppure in un momento di non particolare forma, sia per loro, che per noi.

La somiglianza fra magliette di squadre e categorie diverse deve aver spinto numerosi sofisti del pallone ad analisi catastrofiche, quasi apocalittiche. La squadra ha lottato contro il Borussia. Rispetto alla sfida col Parma, i ragazzi

Borussia Napoli
Il Signal Iduna Park non è il Romeo Menti di Castellamare di Stabia

quantomeno sono scesi in campo. Inutile appellarsi agli episodi sfavorevoli e al rigore regalato dall’arbitro. La partita dura novanta minuti e oltre. E non è mia intenzione imitare il grande Vujadin Boskov, quando lo dico.

Se è vero che Armero più che un difensore, si è rivelato un perfetto assistman per il contropiede degli avversari, o come scrive Fabio, intervenuto dopo la partita da Napoli via sms, che “Higuain, un giocatore pagato così caro, non può sbagliare a tu per tu con il portiere”, è altrettanto vero che senza Pepe Reina in porta, saremmo tornati dalla gita tedesca con più ossa rotte.

Ma l’errore è stato fatto a monte: al tavolo con noi, seduto proprio al mio fianco, c’era un tifoso della squadra di Torino con la maglia a strisce bianche e nere… un concentrato di “seccia” che si è riverberato su tutti noi! La prossima volta, se dovesse verificarsi un caso del genere, dovremo esorcizzare l’inatteso ospite con antichi riti tribali: sarà sufficiente appendere al suo collo una collana di aglio e peperoncino.

Esultanza Lorenzo Insigne
Il gol contro il Borussia è arrivato dall’unico napoletano in campo

Tornando al Napoli, che dire, siamo una squadra ancora inesperta per gli scenari internazionali. Certi errori non si possono commettere in questi palcoscenici, pena l’eliminazione. Bisogna ripartire da quel guizzo dell’unico partenopeo in squadra, Lorenzino Insigne, che si esalta nei match importanti e in campionato sembra addormentarsi. Ripartiamo da quel gol, da quello spirito, da quella voglia.

Al resto, speriamo pensi Aurelio. Forza Napoli!

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