Rafa Benitez può sorridere finalmente e pensare al futuro con più ottimismo. Gli azzurri nelle ultime tre partite hanno dato confortanti segnali di risveglio. Guai a rilassarsi troppo però, perchè il Napoli ora è come un paziente ancora in convalescenza e soggetto a facili ricadute. Vincere la prossima gara contro l’Inter per confermare i progressi fatti nelle ultime partite vorrebbe dire tanto, vorrebbe dire riaprire un campionato che sembrava già chiuso.

La rinascita della squadra di Benitez dipende anche dalla crescita di alcune pedine fondamentali dello scacchiere del tecnico spagnolo. A Bratislava in Europa League abbiamo ammirato un Hamsik in gran spolvero, un gol di testa, un assist perfetto per il raddoppio di Higuain e tante giocate di ottima fattura. Contro lo Slovan è stato il migliore in campo, e sembrerebbe sia ritornato finalmente ai livelli che gli competono.

In campionato contro il Torino, partita sofferta e vinta dal Napoli in rimonta, il mattatore della serata è stato Lorenzo Insigne. Lo scugnizzo napoletano finalmente si è scrollato di dosso ansie e paure scaturite dalle polemiche avute con gran parte della tifoseria e ha dato prova del suo talento che troppo spesso è stato messo in discussione. Anche per lui un gol di testa ed un assist al contagiri per Callejon che ha portato in vantaggio ed alla vittoria il Napoli. Le lacrime dopo il gol sono state la dimostrazione di quanto sia più difficile per lui rispetto ad altri giocare nel Napoli, di quanto senta il peso e la responsabilità di indossare la casacca azzurra.

In pochi lo hanno detto, ma nelle ultime gare di campionato con Sassuolo e Torino, si è notato un netto miglioramento delle prestazioni di Juan Camillo Zuniga. Contro i granata anche lui è stato uno dei migliori, e seppur a tratti si è rivisto il calciatore in grado di fare la differenza con i suoi dribbling e le sue giocate. E’ stata una sua iniziativa sull’out sinistro a portare il pareggio di Insigne contro il Torino, classica azione in percussione e cross in area per l’imbeccata del napoletano. Siamo sulla buona strada, gli manca ancora un po’ per raggiungere la perfetta forma fisica, ma il colombiano sta tornando piano piano il calciatore corteggiato da club importanti come Barcellona e Juventus.

L’abbiamo detto più volte, senza Callejon il Napoli va in difficoltà. Troppo importante lo spagnolo per poterne fare a meno. All’inizio della stagione si è sentita molto la sua mancanza, complice qualche sirena di mercato sponda Madrid che l’ha distratto. Le sue prestazioni sono state a dir poco imbarazzanti. Ma lo spagnolo una volta chiuso il calciomercato ha capito che almeno per quest’anno la sua squadra è il Napoli, si è rimboccato le maniche ed ha iniziato a giocare ai suoi livelli come pochi nel suo ruolo sanno fare. Su e giù per la fascia, fase passiva ed attiva sempre con ottimi risultati. Le ultime due partite degli azzurri portano la sua firma, con Sassuolo e Torino due gol pesantissimi hanno fruttato sei punti in classifica. Capocannoniere del Napoli, anche nei numeri l’importanza di questo calciatore che se continua così potrebbe guadagnarsi anche la convocazione nella sua nazionale.

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