Napoli, la crisi è di motivazione e morale: il dodicesimo uomo scenda in campo

Non si può dire che il peggio sia superato dopo una vittoria contro il Sassuolo, ma di sicuro fa morale. E, per quanto è possibile, può aiutare a rasserenare un attimo gli animi. Certo non è stata l’impresa del secolo. Ma, seppur di misura, la partita conquistata a Reggio Emilia restituisce un minimo di serenità a Benitez ed ai suoi azzurri. Si spera anche ai tifosi. Non significa nulla, o quasi. Non si può considerare di sicuro una rinascita, anche perché è arrivata con una sola rete e qualche palpitazione di troppo (la traversa di Peluso). Ma è un segno, considerando che le scorse partite i partenopei si sono imbattuti contro squadre più o meno dello stesso calibro ed hanno toppato o quasi.

Con il Napoli dell’anno scorso, che di sicuro avrebbe fatto strage in questo avvio favorevole di calendario, oggi si sarebbe registrata tutt’altra musica al San Paolo. Attualmente la situazione è questa. E’ giusto che tanti tifosi hanno da contestare nei confronti di un presidente che, è evidente, è più imprenditore che tifoso: fino a quando gli interessi del suo portafogli sono coincisi con la crescita del Napoli è stato tutto rose e fiori. Oggi il De Laurentiis imprenditore ha fatto i conti e ‘spese pazze’ non ne sono arrivate. Ma ciò non significa che questo Napoli, o la sua guida, meritano una piena bocciatura, almeno per quello che restano ‘sulla carta’. Se il Napoli non è quello delle attese non è per manifesta inferiorità, ma perché qualcosa manca.

Se calciatori e allenatore sono quasi gli stessi (non proprio tutti anche se cessioni ‘rivoluzionarie’ non ce ne sono state) ma la rendita è inferiore, quindi, è facile presupporre che il problema è su motivazioni, morale e voglia di fare. Per questo all’ombra del Vesuvio oggi più che mai c’è bisogno del sostegno del San Paolo: quel dodicesimo uomo che fa tremare le gambe a chiunque metta piede nell’arena, che vince la gara già prima di iniziare, che atterra gli avversari e incute timore reverenziale. Questo Napoli, non De Laurentiis, ha bisogno del dodicesimo in campo, perché questo è il momento in cui si decide se davvero sarà la squadra che merita una città come Napoli.