Napoli-Juventus 2013: i Bianconeri Verso il San Paolo

Allenatore della Juventus Antonio Conte

La Juventus chiude con il risultato finale di 3-0 l’impegno di campionato contro il Siena, mettendo in tal modo pressione al Napoli, atteso al posticipo di domani sera in quel di Udine.

Juventus-NapoliQuale valutazione è possibile trarre, alla vigilia del confronto diretto che verosimilmente indirizzerà la corsa alla conquista del tricolore?  Va innanzitutto sottolineato che il risultato finale appare penalizzare il Siena oltre i propri demeriti, “rimasto”, fino al raddoppio di Giovinco,  in partita, controllando la Juventus, per poi cercare di forzare, nei piani di Iachini, nell’ultimo quarto di partita alla ricerca del pareggio.

Saltati i piani stilati a bocce ferme, il Siena ha comunque tentato, in maniera ammirevole, di rimontare, colpendo per 2 volte i legni della porta difesa da Buffon. Il terzo gol juventino è giunto a giochi fatti, grazie all’ennesima staffilata dalla distanza del sempre più convincente Pogba. Contrariamente a quanto dichiarato da Conte alla vigilia, la Juventus non ha affrontato la gara come la prima delle finali da qui al termine del torneo, nel senso che non è scesa in campo con il “sangue agli occhi”, mai forzando i ritmi della gara, impostata invece sul controllo territoriale assoluto, ma scarsamente produttivo, sulla falsariga di quanto si era visto la scorsa settimana nei primi 45′ della gara contro la Roma.

Lo stesso vantaggio è giunto quasi per inerzia, per merito della caparbietà di Lichtsteiner di lanciarsi negli spazi (nella fattispecie su suggerimento filtrante di Vucinic), abile e fortunato nello spingere in rete il pallone respinto in maniera non del tutto ortodossa dal portiere Pegolo. Di lì e fino al raddoppio, la Juventus si è limitata al presidio della metà campo toscana, mai lasciando scoperta la difesa, nel rispetto del vecchio adagio per il quale fintanto il pallone è nel controllo delle proprie maglie, quelle avversarie sono per conseguenza automaticamente disattivate.

La sensazione che si ricava dall’analisi della gara è che la Juventus abbia quasi innestato una sorta di pilota automatico, ovvero controllo scientifico del dosaggio delle energie, occupazione e presidio della metà campo avversaria, ma senza mai forzare i ritmi, attenzione nell’evitare eventi incresciosi, quali concessioni di occasioni da rete agli avversari o incappare nella tagliola delle ammonizioni nei confronti dei giocatori sotto diffida, in altre parole: impegno massimo per ottimizzare il risultato in rapporto all’impegno profuso.

E’ quindi ricavabile una “gestione del serbatoio energetico” , tesa a preservarle per il campale confronto del San Paolo e per gli ulteriori, auspicati impegni europei. Se tutto ciò sarà sufficiente a superare indenne la trasferta nella tana della diretta inseguitrice, starà al Napoli e al prevedibile incessante appoggio della sua tifoseria, smentirlo.

Tra cinque giorni la risposta. Nell’attesa, la palla adesso è nella metà campo del Napoli, atteso dall’insidiosa trasferta di Udine, ed invero penalizzato da questo calendario spezzatino, che concede 30 ore di riposo in meno, non mettendo in conto le ulteriori fatiche spese per riassorbire la duplice trasferta in terra ceca e friulana, a soli quattro giorni di distanza l’una dall’altra. Non sempre svendere l’anima al diavolo, leggi televisione, da vantaggi equilibrati. Ma questo è un altro discorso, da affrontare, semmai, in altra sede.