Napoli-Inter, Mazzarri: “Talvolta l’amore si trasforma in odio”

Napoli-Inter è, anche, la gara di Walter Mazzarri e del suo ritorno al San Paolo. Quelli del nuovo tecnico nerazzurro all’ombra del Vesuvio sono stati anni straordinari. Anni fatti di un rapporto intenso, quasi viscerale, tra tifoseria e tecnico. Un allenatore, Mazzarri, che alla piazza ha dato tanto. Un tecnico, Mazzarri, che la piazza l’ha però abbandonata nel peggiore dei modi.

In un’intervista al Corriere del Mezzogiorno il tecnico non poteva non tornare sull’esperienza partenopea e, soprattutto, sul suo ritorno a Napoli da avversario. Col suo solito modo di fare, un po’ burbero, che gli ha causato le antipatie di buona parte del calcio italiano, Mazzarri va dritto per la sua strada: “Non ho mai chiesto niente a nessuno. I tifosi delle squadre dove ho allenato mi hanno sempre voluto bene. Poi, come succede quando due si lasciano, l’amore può trasformarsi in odio. Per domenica non mi pongo il problema; io ho presentato fatti e non parole. Ho la coscienza più che a posto.”

edinson cavani e ezequiel lavezzi

Ma se Mazzarri ha dato tanto al Napoli, anche l’azzurro ha reso Walter il tecnico che ora è. Il lavoro che ha compiuto a Castel Volturno è stato si straordinario, ma una realtà come quella azzurra ti valorizza, a prescindere. Il livornese, ora all’Inter, sembra però averlo dimenticato, soprattutto quando avoca a sé gran parte dei meriti: “Ci sono dati facilmente riscontrabili. Uno di questi è il valore di una squadra quando la prendi in mano. I parametri sono il monte ingaggi e gli investimenti. A Napoli siamo partiti dal 15° posto del 4 ottobre 2009 e siamo arrivati al secondo posto del maggio 2013, con la vittoria della Coppa Italia.” E ancora: “Perché in quei quattro anni si sono fatte cose straordinarie. Un esempio? Le plusvalenze. Ne cito due: Lavezzi e Cavani”.

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