Napoli, i diritti d’immagine dei calciatori: ecco come funzionano

Fanno spesso fallire lunghe ed estenuanti trattative, tanto da spingere i tifosi a chiedersi quale sia il funzionamento dei diritti d’immagine per i calciatori del Napoli. Eppure la soluzione adottata da De Laurentiis fin dai primi anni a Napoli non è certo nuova ma è utilizzata in molti altri campionati e risponde all’esigenza di favorire la crescita dei ricavi e dei fatturati dei club. Questo, purtroppo, significa perdere grosse occasioni d’investimento: insomma non tutti i top player sono disposti a cedere i propri diritti d’immagine al club. E il motivo è semplice: perché spesso i proventi derivanti dai diritti d’immagine sono di gran lunga superiori a quelli che i calciatori percepiscono da contratto.

Per intenderci basta riprendere l’esempio utilizzato molto tempo fa dal Sole 24 Ore. Cavani, in maglia azzurra, cedeva i diritti d’immagine al 100% al Napoli. Al PSG, in buona sostanza, vide i suoi guadagni triplicarsi grazie a una gestione completamente opposto dei diritti. Per la società partenopea la condizione imprescindibile era la cessione dei diritti mentre per il Paris Saint Germain, i diritti d’immagine vengono lasciati alla disponibilità del giocatore che può quindi scegliere liberamente a chi e come cederli, incassando i relativi introiti. A Parigi, il Matador, triplica i guadagni proprio grazie ai diritti. A Napoli, Higuain, pare abbia trovato una soluzione intermedia dovuta alla firma di un precedente contratto di sponsorizzazione con un primario sponsor tecnico.

Il Napoli però non è l’unico club ad aver scelto questo tipo di contratti. Innanzitutto questa è regola di base, per esempio, in Formula 1 o in Bundesliga ma anche altri club europei, altri top club europei, utilizzano lo stesso strumento per avocare a sé i lauti guadagni provenienti dai diritti d’immagine. Secondo i dati riferiti dal Sole 24 Ore, Messi e Cristiano Ronaldo, ogni anno, raddoppiano i propri stipendi proprio grazie ai diritti d’immagine.

Ora … spesso i tifosi del Napoli hanno visto fallire clamorose trattative proprio per quei contratti che la “leggenda” vorrebbe lunghissimi e complicatissimi, per le clausole legate a quei diritti che spesso i giocatori non hanno intenzione di cedere. Eppure basterebbe un semplice ragionamento per capire che, in effetti, il peso del club e del brand può avere un impatto stratosferico sul valore di un giocatore e sulla sua immagine. In un’epoca in cui i margini di profitto delle società di calcio, soprattutto nel campionato italiano, si assottigliano sempre più, e in cui tocca fare i conti con quel Fair Play Finanziario che, in un modo o nell’altro, impatterà con decisione su tutti, la scelta di De Laurentiis sembra almeno in linea con i tempi.