Napoli-Genoa, l’arbitraggio va di traverso ai tifosi juventini

Fa sorridere l’assistere ai commenti ed alle provocazioni dei sostenitori juventini sulle dubbie decisioni arbitrali dell’incontro Napoli-Genoa. Con ogni probabilità il rigore concesso a Higuain non sarebbe stato concesso a nessun altro, se non proprio alla Juventus. Come pure la rete in leggero fuorigioco. Da anni tutti hanno messo in evidenza quanto i bianconeri siano soggetti a contributi arbitrali, da sempre il valore aggiunto della rosa oggi guidata da Allegri.

Resta il fatto che il peso specifico degli errori di ieri in Napoli-Genoa è di sicuro enormemente inferiore a quelli di Napoli-Juventus e Juventus-Roma. Due incontri che hanno fatto la differenza nell’andamento del campionato: in entrambi, se i bianconeri fossero usciti sconfitti forse oggi il loro primato sarebbe stato meno netto di quello attuale (per non dire che forse non ci sarebbe proprio stato). Tornando alla partita di ieri, il Napoli ha dimostrato di essere in un periodo d’oro, con Higuain e Hamsik ispirati come mai da un bel po’ di tempo a questa parte, e con una rosa capace di tenere il passo al livello dei due fuoriclasse azzurri (tranne, come sempre, quella distrazione difensiva che compromette gli incontri).

I partenopei per larga parte dell’incontro hanno dettato ritmo di gioco e si sono imposti nella metà campo avversaria. Tante le occasioni da gol, troppe quelle sciupate (e non va bene se si vuole essere competitivi con i vertici della Serie A, al netto delle presunte decisioni arbitrali). In sostanza se ci sono stati errori del direttore di gara a favore dei padroni di casa, sono andati di sicuro a integrare una prestazione che avrebbe, con ogni probabilità, avuto lo steso esito. Ma gli stessi errori sono serviti per creare un polverone e degli alibi a chi di questi ne ha sempre beneficiato. Come pure nell’incontro di Coppa Italia tra Roma e Empoli.

Che si stia cercando di distogliere l’attenzione da qualcosa? Nell’Italia dei dietrologismi, dopo l’esperienza di Calciopoli sarebbe una domanda quasi spontanea. Ma ancora una volta sorseggiando il Borghetti respingiamo qualsiasi pensiero del genere e continuiamo a sostenere che se c’è stato un errore è solo ed esclusivamente perché anche gli arbitri sono umani (anche se per molti sono figure mitologiche caratterizzate da disavventure coniugali più o meno gravi).

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