Napoli, Flop Europa League: Mazzarri Punta Tutto Su Campionato?

walter mazzarri allenatore napoli

Il Napoli europeo non incanta, quello dell’ultima partita di campionato ha fatto crollare qualche certezza. Si aprono delle piccole crepe di disappunto tra i sostenitori del club di De Laurentiis per le solite analisi affrettate che i tifosi sono soliti fare davanti ad un caffè o una pinta di “bionda”. E se invece fosse stato tutto studiato a tavolino? Proviamo a fare chiarezza, una volta per tutte. Prendendo anche ad esempio quanto di buono hanno fatto le società che nelle passate stagioni si sono avvicendate al vertice della Serie A italiana.

De Laurentiis NapoliTutte le ultime vincitrici hanno fatto “cilecca in Europa”. Anzi, la detentrice del titolo, nella stagione precedente era arrivata addirittura nona in campionato. Detto questo torniamo ai Mazzarri-boys. La scelta di utilizzare, in pratica, ventidue giocatori per due competizioni appare un tantino esagerata: il Milan di Sacchi (e successivamente quello di Capello) faceva sfacelo degli avversari, asfaltandoli tutti con disinvoltura, con una rosa di sedici elementi.  Ma quello era un altro calcio, un altro tempo. E il Napoli? Il Napoli, con la sconfitta di ieri in Europa Leauge ha chiaramente fatto capire a tutti che l’obiettivo della società è solo il campionato. Liberarsi del fardello di una competizione che vent’anni fa vedeva contrapposte Real Madrid, Inter e Ajax ed oggi è invece di appannaggio o di nobili decadute o di squadre di seconda fascia che hanno fatto perdere parecchio appeal al torneo sponsorizzato dalla Seat (manco a farlo apposta casa automobilista di secondo livello del gruppo tedesco VolksWagen).

E l’appeal, tramutato nelle idee di Aurelio De Laurentis significa moneta sonante. Troppo poca per un mago degli incassi come lui. In sostanza: l’Europa League se non è inutile, ci manca poco. Le trasferte sono troppo proibitive per calciatori abituati a lavorare con serenità. E allora si può decidere di tirare il freno e dire: “Ragazzi puntiamo allo scudetto”. Questo anche perché il Napoli con la Juventus ha perso. Naturalmente
nessun allenatore o calciatore farebbe formazioni o scenderebbe in campo per perdere; è normale, lo sport è agonismo. Ma la sconfitta di
Torino non è un campanello d’allarme per il Napoli. Semmai potrebbe diventarlo per le altre squadre. Mazzarri si è voluto nascondere: ha lasciato tre punti allo Stadium per far gonfiare il petto ai bianconeri che si sono fatti la doccia pensando di essere invincibili e quarantotto ore dopo hanno pareggiato (nel finale) in Champions contro una squadra dal nome impronunciabile su un terreno di gioco del tutto ostile.

Che il campionato italiano abbia un livello che, paragonato agli antagonisti europei, sia medio basso, lo sanno anche le pietre. E se n’è accorto anche Mazzarri che la valigia ce l’ha già pronta. Allora il toscano decide, insieme ai vertici societari, di tentare la scalata. Eppure non sarà lui a vincere lo scudetto. Perché se Genova per Massimiliano Allegri potrebbe rappresentare l’ultima città visitata a bordo del pullman della Fly Emirates, non è detto che l’altro livornese sia seduto su una panchina tranquilla. Basteranno un punto in due partite e De Laurentis potrebbe decidere di cambiare. Anche perché le dichiarazioni dell’allenatore del Napoli la scorsa settimana hanno lasciato uno strascico. Finora nessuno ha ancora commentato ma il cambio, potrebbe essere proprio la molla giusta per far scattare un meccanismo che all’ombra del Vesuvio aspettano da troppi anni.

Scritto da Enzo Ranaudo

Scrive e collabora ormai da anni con testate e siti internet campani e non solo, sportivi e non. Grande appassionato e sostenitore del calcio Napoli, in quanto prima forza calcistica campana, e di tutte le formazioni regionali.

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