Napoli: Emozioni Azzurre e Quello Spettacolo Già Visto.

Accade l’inimmaginabile. La doppietta di Cavani, per quanto spettacolare in ogni sua realizzazione, fa certamente meno notizia della straordinaria (quanto eccezionale) tripletta di Blerim Dzemaili.

Cavani Mai in carriera lo svizzero aveva vissuto emozioni così forti, e mai era riuscito a portare il pallone a casa. Lo fa in quello stesso stadio in cui era iniziata la sua avventura italiana, grazie proprio al Torino e ad Urbano Cairo che lo portò via da Boston per regalargli il calcio italico.

Se a tutto questo aggiungiamo pure la consapevolezza che l’ex granata non rientra nell’undici titolarissimo di Mazzarri, allora il Torino – Napoli che abbiamo vissuto assume forme e colori del tutto inusuali. Un’alchimia che travalica le qualità tecniche dei singoli (anche perché il reparto arretrato ha mostrato tutte le sue falle) e che ci riporta indietro di qualche anno. A quelle partite che sembravano giocate recitando un copione schizofrenico.

Dopo il triplice fischio, per qualche strano motivo, ripassavano davanti agli occhi le immagini dei minuti finali della partita contro lo Steaua Bucarest. Sotto di tre goal. La consapevolezza che hai buttato via la partita perché hai scelto di interpretare il ruolo di peggior Napoli di sempre (anche se col senno di poi vien da ridere ripensando a quanto hai incassato con il Victoria Plzen). Poi l’esplosione. Nei minuti finali. Quella scarica potente di adrenalina che ti avvolge.

Ieri sembrava di rivivere proprio le stesse emozioni. Gli attori, è vero, sono cambiati. Ma il remake di quel Napoli che non molla mai è un film riuscito perfettamente. Un’opera cinematografica condotta alla mastodontica perfezione da un grande regista (Mazzarri) e da un grande produttore (De Laurentiis, manco a dirlo). Si è detto tanto. Forse si è straparlato. Le sorti ed il futuro di Mazzarri saranno pure in bilico, ma ieri la scelta di inserire Armero ha dato i suoi frutti, più di quanto abbia prodotto la sostituzione che ha schiodato un nervosissimo Cavani dalla panchina. Una serie di scelte tecniche e tattiche che, ancora una volta, da ragione al Mister e al Matador, a dispetto di tutte le voci che si sono rincorse in questi quindici giorni.

In ogni caso, oggi, l’ambiente azzurro legittimamente festeggia i suoi eroi. Riassapora le vecchie emozioni di una partita al cardiopalma. Risponde agli avversari in chiave Champions e dà una spallata ai dissacratori e ai destabilizzatori. Si gode i suoi gioielli, le foto di rito, le azioni da goal. Gli errori. Tutte le fasi di una partita a tratti esaltante.