Stadio Napoli, De Laurentiis contro l’amministrazione comunale. I tifosi rischiano di non vedere la Champion al San Paolo

Continua la battaglia verbale tra De Laurentiis e De Magistris sulla questione stadio. A farne le spese i tifosi: si rischia di non poter vedere la Champions al San Paolo.

De Laurentiis sul San Paolo

De Laurentiis e De Magistris continuano la loro battaglia verbale sulla questione stadio. Il rischio è che non si riesca a terminare i lavori in tempo per la prossima Champions League. A fare il punto della situazione il capo di gabinetto del comune di Napoli: “servirebbero 22 milioni… al momento ne abbiamo avuti 12”.

De Laurentiis attacca: “lavori al San Paolo durante la Champions? Se facessi io lavori riuscire a finirli prima”

Continua lo scontro a distanza tra De Laurentiis e le amministrazioni comunali. Nell’ultima conferenza stampa il presiedente del Napoli ha accusato il sindaco e i suoi collaboratori di malagestione dei lavori di ristrutturazione del San Paolo: “I lavori dovrebbero cominciare il 21 giugno. Se li facessi io li finirei in tempo. Il problema è che i lavori li fanno i comunali e i tempi si allungano.

I lavori di cui parla De Laurentiis sono quelli che riguardano la ristrutturazione dei settori che ospitano i tifosi. Se questi dovessedo prolungarsi il rischio è quello di non poter assistere ai primi match della prossima Champions League al San Paolo. Sarebbe un danno immane per i tifosi.

Auricchio: “Per fare tutto servirebbero 22 milioni. Al momento ne stiamo ottenendo 12!”

L’edizione odierna del Il Mattino riporta l’intervista di Attilio Auricchio, capo di gabinetto del comune di Napoli, che fa il punto del situazione: “Il nostro è un progetto definitivo validato dal Coni dal valoredi 22 milioni. Serve una copertura finanziaria. Ci sarebbe la capienza, penso ai fondi per il Collana, 12 milioni.Non sarebbe la cifra da noi immaginata ma abbiamo previsto che il resto si possa fare a stralci trovando man mano i finanziamenti”.

Poi, sulle parole di De Laurentiis: “La priorità è avere un San Paolo ristrutturato per le Universiadi. Ma soprattutto per i tifosi che ne usufruiranno dopo i Giochi. Le esternazioni di De Laurentiis sono scomposte e inaccettabili, si evince la sua preoccupazione. Solo che il tema non può essere affrontato fino a quando non ci sarà la copertura finanziaria. Un’eventuale chiusura di alcuni settori durante la stagione? Si tratta di provvedimenti che saranno decisi in sinergia con l’impresa che si occuperò dei lavori. Noi abbiamo immaginato di partire con i nuovi sediolini nei distinti e nella tribuna. Servirebbero 60 giorni. Solo che i settori vanno chiusi per intero, non a pezzi”.

Ancora sulle parole del presidente del Napoli: “I mancati incassi di De Laurentiis? L’alternativa non può essere quella di non fare i lavori, bisogna intervenire insieme in modo da contenere i disagi per tutti. Se il presidente è così preoccupato potremmo pensare di non metterci d’accordo e lavorare con lo stadio a domanda individuale. Vuol dire che De Laurentiis pagherà l’impianto volta per volta, con il 10% sugli incassi. Una controproposta cattiva? Assolutamente no! Abbiamo lavorato proprio per evitare questa situazione. Se però non ci sono le condizioni per unire due volontà, l’unica soluzione per legge è il servizio a tariffa.”

Scritto da Daniele Baldassarre

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Studente di Ingeneria. Classe '94.

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