Napoli, con l’Udinese vengono fuori i soliti limiti

Allo stadio Friuli di Udine, il tecnico del Napoli Benitez, schiera l’ennesima  formazione diversa dalle precedenti. In difesa si rivede in campo Reveillere che gioca a destra, mentre Henrique viene spostato al centro a far  coppia con l’argentino Fernandez. Il tandem della mediana questa volta è composto da Inler e Behrami. In attacco invece il solo Zapata come naturale sostituto di Higuain. Il tecnico friulano Guidolin, c’era da aspetterselo, schiera una formazione da combattimento, difesa a quattro e tanti centrocampisti alle spalle dell’unica punta Muriel.

Gara prettamente  impostata  sulle ripartenze.  Per il Napoli non è facile trovare spazi. Se è vero che queste partite servono a dare le indicazioni giuste per il futuro, speriamo che gli azzurri abbiano imparato definitivamente la lezione. Il Napoli infatti nel primo tempo non ha quasi mai sofferto,  passando in vantaggio con un bel gol di Callejon, ed ha amministrato la gara rischiando poco o nulla. Gli uomini di Benitez fino al pareggio dell’Udinese hanno avuto la possibilità di chiudere la partita, ma hanno sprecato  tante occasioni.

E’ chiaro che dopo il gol del portoghese Fernades, il match ha cambiato volto,  gli azzurri si sono innervositi, mentre i friulani hanno giocato sull’onda dell’entusiasmo ed hanno addirittura rischiato di vincere la partita. Il direttore di gara Calvarese poi ci ha messo del suo, convalidando il gol dell’Udinese in chiara posizione di off side, e non fischiando due rigori abbastanza evidenti in favore degli azzurri.

Questa gara non ha fatto altro che mettere in risalto ancor di più i soliti limiti del Napoli, sotto l’aspetto  tecnico-tattico e quello psicologico. Per supportare questo modulo considerato molto dispendioso, i calciatori devono essere sempre  al top della forma e giocare  a ritmi  molto alti. Inoltre ancora da segnalare  l’ennesima prova sotto tono del capitano del Napoli Marek Hamsik. Se è proprio considerato incedibile dal tecnico, che lo stesso  ponga rimedio all’enigma tattico, cercando di farlo giocare nella sua posizione ideale.

Insigne invece, dimostra ancora per una volta la sua scarsa propensione al gol, troppo poche 6 reti in una stagione che si è giocata su tre competizioni.  Mancanza di carattere e cattiveria nel chiudere le partite fanno si che gli azzurri subiscano la sesta rimonta stagionale. Troppo per una squadra che ambisce a lottare per traguardi importanti.

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