Napoli-Catania, le pagelle: Behrami il migliore, Callejon determinante

Vittoria sudata e un pò troppo sofferta quella del Napoli contro il Catania. Gli uomini di Benitez sono sempre riusciti a controllare il match senza mai riuscirlo però a chiudere, a causa anche della stanchezza e delle gambe pesanti visti i tanti match ravvicinati. I voti in pagella tengono conto di tutto questo.

Reina – 6,5: così come capitato contro la Fiorentina, sul gol non ha nessuna colpa e, per il resto, compie il suo lavoro alla grande dando sicurezza sia tra i pali che nelle uscite. Meravigliosi poi i suoi rinvii.

Mesto – s.v.: purtroppo infortunato, è costretto ad uscire dopo pochi minuti. Nelle prossime ore ci saranno ulteriori accertamenti (dal 6′ Uvini – 5,5: al suo esordio in Serie A, per di più fuori ruolo. Sembra quindi davvero difficile giudicarlo anche se ci ha messo parecchio ad entrare nel match visti i tanti errori iniziali in fase d’appoggio. Comunque, tutto sommato, gli attacchi dal suo lato sono stati quasi sempre bloccati grazie anche ad una buona prova di Fernandez).

Fernandez – 6: non era abituato a giocare molte gare di fila e si è visto. Piccola ingenuità in occasione del gol, complice anche la mancata collaborazione di Uvini per il fuorigioco mancato ma per il resto, tutto sommato, ha giocato una partita sufficiente.

Raul Albiol

Albiol – 7: se non esistesse, bisognerebbe inventarlo. Nonostante l’ennesima partita, il suo rendimento non solo non diminuisce ma va addirittura migliorando. Dà solidità a tutto il reparto difensivo, preciso e puntuale come sempre oltre ad un’abilità nel far ripartire l’azione che a Napoli non si vedeva da un pò di tempo.

Armero – 5,5: continua a non convincere il colombiano, soprattutto in fase difensiva. Se nelle discese nella metà campo avversaria, riesce comunque a creare qualche pericolo e a rendersi utile, nelle propria area di rigore il discorso è un pò diverso. Del resto, in occasione del gol subito, ci mette anche lui lo zampino.

Dzemaili – 6: sostituire un grandioso Inler non era di certo semplice. Sembra non essere nelle sue corde impostare l’azione e dettare i tempi e lo si nota. Compensa con un buon dinamismo e con qualche discesa pericolosa ma ci sono stati giorni migliori.

Behrami – 7,5: mastodontico nella metà a campo. E’ dappertutto e se gli avversari faticano a creare limpide azioni da gol, è soprattutto per merito suo. Mordo e ringhia come mai permettendo al compagno di reparto di far ripartire l’azione al meglio. Bravo anche in fase d’impostazione.

Valon Behrami

Callejon – 7,5: non è mai troppo tardi per definirlo “un grande acquisto“. Giocatore dalla tecnica sopraffina, dinamico, di sacrificio, che si intende a meraviglia con i compagni. Ci sono sicuramente i meriti del tecnico ma certe volte, come del resto è capitato nell’azione di quel gol meraviglioso, è anche frutto delle sue capacità.

Hamsik – 7: rispetto alle ultime uscite, una prestazione sicuramente positiva aldilà della bellissima rete messa a segno. Sempre nel vivo del gioco ma non sempre preciso nelle giocate. Sta salendo di condizione e si vede.

Insigne – 6: Benitez gli dà fiducia ma non sembra ripagarla in pieno. Sul suo lato c’è Alvarez che non sembra essere in una giornata particolarmente positiva ma lui non riesce mai realmente a sfondare. Non tira mai in porta e non cerca mai la giocata che sarebbe nelle sue corde, vista la tecnica. Troppo timido  (dal 44’st Mertens – s.v.).

Higuain – 6,5: stavolta non timbra il cartellino né con il gol né con gli assist ma è sempre il principale punto di riferimento d’attacco e s’intende a meraviglia con tutti i suoi compagni. Spreca qualche occasione di troppo ma non c’è fretta: il gol, almeno su azione, arriverà presto (dal 33’st Duvan – 6:  fa a sportellate e nelle rare occasioni in cui si mette in mostra, fa vedere che sta entrando pian piano in condizione).

benitez

Benitez – 6,5: i ragazzi sono stanchi e si vede ma i risultati arrivano. Una partita “mazzarriana” giustificata dal riposo di giocatori come Mertens, Inler e Maggio e se nonostante questo, gli azzurri continuano a mantenere la scia della Roma capolista, è anche per merito suo. Particolare la scelta di tenere fuori Cannavaro, anche nel caso dell’infortunio di Mesto quando è stato schierato in campo il giovane Uvini al debutto assoluto e in un ruolo non suo.

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